Consiglio Grande e generale, seduta pomeridiana. Agenzia Dire

COMUNICATO
STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E
GENERALE 12-22 DICEMBRE  

VENERDI’ 12
DICEMBRE- pomeriggio

         Nella seduta pomeridiana si conclude il
dibattito del comma Comunicazioni con l’intervento d Marco Gatti, segretario del Pdcs, che torna sui temi dei crediti
monofase e del video-dossieraggio. Dopo la risposta alle interpellanze, segue
la presa d’atto da parte del Consiglio grande e generale della conferma
nell’incarico di due Commissari della Legge, Antonella
Volpinari
e Fabio Giovagnoli. Si apre
quindi il dibattito sulle dimissioni del Consigliere Pier Marino Mularoni, Upr,
da membro del Consiglio Grande e Generale che vengono accolte con 42 voti a
favore e 6 contrari. Segue la nomina del suo successore, Remo Giancecchi. 
    L’Aula
affronta quindi il comma 5, dedicato alla seconda lettura dei bilanci di
Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2015 e
Bilanci Pluriennali 2015/2017, oltre al riferimento del Congresso di Stato su
progetti di sviluppo ed investimenti pubblici. Ad aprire il dibattito è il
segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo
Capicchioni.
Sono 61 i consiglieri e segretari di Stato iscritti per
intervenire.

Il dibattito
proseguirà in seduta notturna.

Di seguito una
sintesi degli interventi del pomeriggio.

Comma
Comunicazioni.

Marco Gatti, Pdcs: “Sui crediti monofase si continua a fare confusione fra
il mancato pagamento e le revoche dei rimborsi. Questo tema in particolare
alimenta uno scontro sociale interno che non aiuta a superare il momento di
crisi, ciò non aiuta perché non si rema tutti nella stessa direzione. Chi fa
politica, ma anche gli imprenditori e le associazioni sindacali, deve essere
trasparente su questo tema senza cercare strumentalizzazioni per portare
attenzione particolare perché accalora la gente ma diventa negativo per tutti.
Spero sia l’ultima volta che si parla Carrirolo. Io non sono rimasto
scandalizzato delle registrazioni, tanto per i contenuti, ma per la gente che
abbiamo portato in questo Paese, che viene a parlare con te e ti registra per
utilizzarlo poi con quale fine? Sono scandalizzato perché avviene in ambienti
di amicizia, o presunta tale. Si sono costruiti dossier partiti sicuramente da
cose vere, ma con contenuti da bar. Sono dicerie, chiacchiere che partono da
elementi di verità, sì, ma poi si estendono. Non dobbiamo legittimare chi sta
tentando di smontare un quadro politico e la sua dignità. Stiamo attenti alle
persone che portiamo a San Marino, non tutte hanno dei buoni fini. Mi preoccupa
il tentativo di ricattare la gente”
.

 

Comma 4. Dimissioni
del Consigliere Pier Marino Mularoni da membro del Consiglio Grande e Generale
e sua eventuale sostituzione.

William Giardi, Upr: “Nel prendere atto della lettera di dimissione, colgo
l’occasione, in qualità di capogruppo, per ringraziare del lavoro svolto e per
la sua attuale scelta, non dovuta, unilaterale e volontaria, che permette
all’Upr di non esporsi ad attacchi e speculazioni strumentali. Chiedo all’Aula
di accogliere le dimissioni e, in caso di accoglimento, di poter aprire un
comma prima della fine del Consiglio grande e generale, per la sostituzione del
collega nelle Commissioni”.

Mimma
Zavoli, C10:
“Difficile non essere ripetitivi di fronte all’ennesima
richiesta di dimissioni da parte di un consigliere. Una serie deplorevole di
eventi determinano una condizione sistemica per il Paese che ha ridotto il
ruolo politico a mero paravento, a un abito buono da indossare. Abbiamo a che
fare con la corruzione e con i gruppi di potere trasversali e di riciclaggio.
Non è possibile percepire mandanti che gettano ombre. E’ difficile prendere
coscienza che per alcuni prendere ruoli istituzionali è stato un modo per porsi
al di sopra della legge. Ripropongo con forza la richiesta di dimissioni di
chi, a vario titolo, si è reso responsabile di sporcare ciò che qui dentro
rappresenta, di qualsiasi parte politica faccia parte. Massimo rispetto per le
cariche istituzionali ricoperte e per l’opera di ricerca della verità della
magistratura. Siamo qui per esprimerci sul piano politico, ma il piano
giudiziario non ci compete. Qui dentro non possiamo non sottolineare la gravità
della posizione politica e di questo, solo questo, chi è coinvolto deve
rispondere”.

Ivan Foschi, Su: “Non
si sa se seguiranno altre dimissioni, ma al di là del caso personale, su cui
non mi addentro, ritengo anche io che queste dimissioni siano doverose e
inevitabili, considerata la posizione processuale del consigliere, anche se non
ci sono normative che le prevedano. Le indagini iniziate, e che stanno
coinvolgendo sempre più esponenti politici, testimoniano qualcosa che in
passato non è andato come doveva, ovvero i rapporti tra politica e aspetti
esterni, il sottobosco politico-affaristico dove la politica ha dato il peggio
di sé. E’ stato consegnato troppo potere nelle mani del congresso di Stato. I
nodi sono venuti al pettine, il giudizio politico e penale sono distinti ma
interconnessi allo stesso tempo. In questo caso siamo di fronte all’emergere
della questione morale e di una politica che deve rendere conto di decenni di
malefatte e non basta il giudizio della magistratura. Al netto di ogni
qualunquismo e degli eccessi ci sono domande da porsi e cui provare a dare
risposte. Non bastano gli elogi ai consiglieri che si dimettono e dire che
attendiamo il giudizio della magistratura. Serve un’indagine politica ed
esaminare i meccanismi per cui certe situazioni non si ripetano più, bisogna
andare verso la trasparenza vera dietro ogni operazione immobiliare e bancaria,
per superare la centralità del congresso di Stato”.

Luigi Mazza, Pdcs: “Si è sentito nel dibattito la richiesta di
rigore e di determinazione, su questo piano è nei fatti che abbiamo dato
dimostrazioni di non fare nemmeno un passo indietro. A nome del mio gruppo e
della maggioranza non siamo mai retrocessi su questo aspetto”.

Comma 5, Bilancio
di previsione 2015 e riferimento del congresso di Stato su progetti di sviluppo
e investimenti pubblici


Gian Carlo
Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze:
“Siamo in seconda lettura alla legge di Bilancio. Abbiamo
già fatto un lungo dibattito in prima lettura, la relazione è agli atti e non
la ripeterò. Abbiamo gli emendamenti che la maggioranza ha predisposto e
consegnato alla minoranza, era in accordo una discussione preliminare degli
emendamenti, c’eravamo dati dei tempi e mi scuso per i ritardi perché gli
emendamenti sono in fase di elaborazione, non c’è il tempo materiale. E’ un
bilancio abbastanza snello e comprensibile, abbiamo visto diversi aggettivi
dati alla legge, io la definisco sostenibile e realistica, non ha nulla di
elettorale, le elezioni non sono quello di cui ha bisogno il Paese. Qualcuno
l’ha definita poco coraggiosa perché non ci sono elementi programmatici per lo
sviluppo, in questa sede è stato inserito un sotto-comma dove il governo vuole
esporre il piano di sviluppo per i prossimi anni. E’ stato detto che le somme
per gli investimenti sono irrisori ma volevamo stare con i piedi per terra. E’
una legge di bilancio realistica perché non evidenzia cifre che difficilmente
potranno essere rispettate. Il disavanzo di 15 milioni circa per noi è
sostenibile. La recente legge fiscale supporta il bilancio, da quella riforma
ci aspettiamo dati importanti, non ci saranno più minimum tax, patrimoniali,
addizionali e via di seguito. Con questa legge abbiamo tolto le imposte
straordinarie. Siamo in fase transitoria, il risultato finale sulla legge
fiscale lo avremo solo a metà del prossimo anno. Sul transitorio fiscale, 1.500
contribuenti stanno aderendo, non credo siano tutti evasori, è uno strumento di
demarcazione con il passato e si va verso un sistema nuovo. Qualcuno parlava di
indebitamenti eccessivi, i debiti sono vecchi mutui per investimenti in
infrastrutture e non fanno paura. Oggi siamo costretti ad aprire un debito per
la liquidità di cassa, abbiamo la necessità di ricostituire una liquidità che
dia tranquillità per far fronte alle spese, inclusi stipendi, pensioni. E’
certamente un aspetto di preoccupazione, ma è una preoccupazione temporanea. I
dati di bilancio ci dicono che è un’iniziativa sostenibile. Di sviluppo questo
Paese ne ha bisogno come il pane, stiamo approntando progetti, l’altra volta si
è detto che non eravamo in grado di dare elementi che oggi invece abbiamo. Ve
ne accenno qualcuno:  il polo scolastico
a Fonte dell’Ovo, è un progetto questo che renderebbe libero lo stabile del
centro storico del liceo e dà il via a cascata a una serie di interventi. Su
quello stabile si può investire con privati esterni in infrastrutture dedicate
a turismo e ricezione, collegato a questo ci sono altri interventi relativi ai
centri storici, il parcheggio 6, 7, le cave, il parcheggio Giangi. Oltre a
questi il parcheggio funivia, la casa ex Forcellini di val Dragone, un archivio
centralizzato, la nuova sede di Smrtv e della Gendarmeria che darebbe modo di
restituire il palazzo Kursaal alla sua destinazione naturale di turismo
congressuale ed eventi. Sono iniziative che movimenteranno talmente risorse in
maniera diretta e indiretta che le nostre imprese avranno il lavoro necessario
e questo alimenterà la ‘macchina’, che ripartirà e si ricomincerà ad assumere”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato alle Finanze: Questa legge è sostenibile e realistica. Il primo
equivoco dal quale uscire è che le leggi di bilancio siano frutto di
improvvisazione per rimediare a una certa situazione. Stiamo seguendo un
percorso. Dalla crisi del 2008 abbiamo dovuto fare i conti con alcune
emergenze, perché le entrate erano crollate. La prima era la stabilità del
bilancio. Il deficit è stato mantenuto entro cifre accettabili. Il Fondo
Monetario disse che servivano una riforma tributaria e della Pubblica
amministrazione, troppo onerosa. Queste sono state le linee messe in atto dal
2009. Vanno aggiunti il consolidamento del sistema bancario e le politiche di
sviluppo. Chi ci esaminava dall’esterno apprezzava i nostri passi in queste
direzioni. Oggi siamo in grado di presentare un bilancio che non ha raggiunto
l’obiettivo del pareggio, ma quello di non avere al suo interno provvedimenti
straordinari. Vediamo che certe politiche danno dei risultati. C’è un deficit
che va colmato con l’implementazione della riforma tributaria, che non
significa più pressione ma più equità, cioè che emerga la contribuzione di chi
deve contribuire. I cittadini devono capire che ogni servizio e prestazione che
vogliono come diritto ha un costo. Dobbiamo guardare con attenzione alla
riforma delle pensioni e degli ammortizzatori sociali. L’internazionalizzazione
attirerà verso il Paese l’attenzione di realtà economiche che vogliono
sfruttare le possibilità di un Paese inserito nel contesto europeo ma che al
contempo offre un certo tipo di rapporti con le istituzioni, grazie al suo
essere sovrano. Pur stando dentro alle politiche di razionalizzazione della
spesa, serve un rafforzamento in termini di risorse umane e competenze che
servono per la maggiore internazionalizzazione, per non subirla. Bisogna
investire in questo senso. Serve il riordino dei corpi di polizia. Non si può
pensare questa apertura senza creare all’interno i presidi necessari. Se
pensiamo di aprirci a livello internazionale senza consolidare con le
competenze queste presidi, corriamo il rischio di metterci i padroni in casa.
Sul sistema bancario e il suo sviluppo: sarebbe miope pensare che non è
essenziale. Stiamo cercando di fare in modo che il nostro sistema bancario,
dopo anni di chiusura, sia aperto. Lo facciamo nei confronti dell’UE chiedendo
che le nostre banche siano equivalenti a quelle dell’Unione, e anche nei
confronti dell’Italia. 

Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio: Governo e maggioranza sono consapevoli della necessità di
rilanciare lo sviluppo. L’economia in generale è in sofferenza, serve quindi
un’azione forte per consentire al Paese di riprendersi. Si è cercato di
concentrare gli interventi sulle questioni strettamente attinenti al bilancio e
allo sviluppo. Ci siamo concentrati su riqualificazione e recupero del
patrimonio immobiliare già esistente. L’articolo 46 è sul piano pluriennale
degli investimenti. Con il governo abbiamo ritenuto che fosse necessario
concentrarsi sulla riqualificazione di edifici di proprietà dello Stato per
utilizzarli al posto di immobili presi in locazione. E’ già stato fatto un
intervento in questo senso, sono stati disdetti contratti di locazione passiva
su immobili di privati. Ci sono immobili sotto-utilizzati, come l’immobile
ex-Forcellini, che è di proprietà dello Stato e verrà destinato a uffici e
magazzino depositi. Sarà quindi riqualificato dallo Stato. Così daremo disdetta
su altri immobili privati dove siamo locatari. E risparmieremo. C’è poi la
riqualificazione dell’offerta turistica del centro storico, che si collega agli
interventi nel tratto sammarinese della superstrada. Il centro storico può
essere più bello di quanto è ora. In tre anni verranno destinati 30 milioni di
euro per le opere strategiche. Fra queste il polo scolastico di Fonte dell’Ovo
è importante, così come i parcheggi della funivia di Borgo Maggiore e piazzale
Giangi in Città. Ci sono poi il polo museale, l’ospedale di Stato nella parte
mai terminata e il polo della sicurezza a Murata che potrebbe ospitare carcere,
Interpol, Gendarmeria e Polizia Civile. Sul tema dell’edilizia sociale, devo
dire che per anni non sono stati fatti interventi significativi, ma anche nella
nostra realtà ci sono situazioni di sofferenza e ce ne dobbiamo occupare. Ci
sono dei ruderi, per esempio, che lo Stato non intende utilizzare ma che
potrebbero rientrare in questo disegno. Ci sono anche incentivi per lo
smaltimento dell’amianto, perché ci sono episodi di criticità in questo senso.
E’ ora di mettere il Paese a norma. Ci sarà un intervento nel Palazzo dei
Congressi con il trasferimento della Gendarmeria, mentre si sta vagliando dove
spostare San Marino Rtv. Vogliamo valorizzare i percorsi ciclopedonali, stiamo
pensando a un collegamento con il territorio italiano. Ribadisco l’interesse
verso gli investitori del lusso della moda, che porterebbe un valore aggiunto
per la nostra realtà. 

Segretario di Stato Giuseppe Maria
Morganti:

Legge di bilancio è depurata dai fronzoli. Capicchioni ci ha detto tre cose
fondamentali: 1) Le politiche attuate riusciranno a contenere il deficit al di
sotto dei 15 milioni di euro. 2) Siamo in emergenza liquidità ma abbiamo
trovato le soluzioni per ovviare al problema. Speriamo siano soluzioni permanenti.
3) Ci sono i soldi per gli investimenti. Credo che meglio di così il suo lavoro
non lo poteva fare. Passo ai miei settori di competenza. La spending review è
particolarmente dolorosa e alla Scuola sono stati chiesti sacrifici importanti.
Interventi che, ad eccezione di uno, sono stati tutti attuati. Un risparmio
netto e consolidato superiore ai 2 milioni e 200 mila euro: un taglio del 5%
della spesa di settore. Ora noi pensiamo al presente e al futuro. E abbiamo già
iniziato a farlo con il progetto sul plurilinguismo e  con la legge per chi ha difficoltà di
approfondimento. Non solo. La scuola è pronta con il decreto sull’istruzione
scolastica per quanto riguarda l’inclusione: il decreto è praticamente pronto.
Sempre guardando al futuro: sono attivi tre tavoli per la riforma della scuola
perché la riforma nasce dalle volontà e dalle decisioni dei docenti stessi. La
riforma punta su curricula, percorsi verticali e autovalutazione. Devo dire
però che gli stanziamenti a bilancio sono troppo bassi sulla Cultura. Le
strutture pubbliche hanno bisogno di manutenzioni e devono essere messe a
disposizione del mondo dell’associazionismo, anche il personale è carente
rispetto alle esigenze. Occorre fare di più. Gli sponsor privati sono
pochissimi e allora abbiamo pensato di lanciare il Distretto Culturale: idea
strategica. A due anni dall’avvio siamo arrivati a importanti risultati.
E’andato a buon fine il bando per individuare la Direzione Unica, che dovrà
essere manager dei finanziamenti pubblici e privati inerenti il mondo della
cultura sammarinese. Un manager che dovrà lavorare anche per attirare
finanziamenti. Sulla base di una selezione molto ricca chi si è aggiudicato il
bando non poteva che avere grandi capacità. Contemporaneamente abbiamo lanciato
7 bandi per progetti creativi e ne abbiamo in programma altri 7. L’idea è di
mettere a disposizione spazi pubblici affinché associazioni, cooperative etc.
possano strutturarsi per gestire gli spazi messi a disposizione dallo Stato.
Vorremmo creare una sessantina almeno di posti di lavoro. L’unico mio rammarico
in questo intervento è dovuto al fatto che non si riescono a trovare
finanziamenti privati nel settore Cultura. Facciamo uno sforzo in questa
direzione.

Segretario di Stato all’Industria Marco
Arzilli:

Questa è la prima legge di bilancio dall’uscita dalla black list. Ottimo lavoro
del Segretario Capicchioni. La prima cosa per rendere un paese competitivo è
quella di mettere in sicurezza il proprio bilancio. Un disavanzo che supera di
poco i 14 milioni di euro è risultato positivo e che tranquillizza. Serviva una
legge di bilancio a sostegno dell’economia. Dopo avere pulito l’economia del
nostro Paese questo è un momento di svolta. Una sfida importantissima di un
Paese che fino all’altro giorno ha visto come parametro di competizione solo
l’economia italiana. Invece oggi dobbiamo guardare alle economie
internazionali. Possiamo finalmente dare una differente prospettiva a San
Marino. Il nostro Paese godeva di strutture e risorse per potere affrontare una
delle crisi peggiori dal Dopoguerra. Dal 2010 ad oggi abbiamo vissuto in un
contesto di crisi ma l’economia ha iniziato a dare i primi segnali di ripresa.
Ci sono piccoli segni “più” che ci fanno capire come il tessuto economico si
stia consolidando. Oggi abbiamo davvero il polso della situazione dell’economia
reale grazie alla politica di condivisione delle banche dati. Le cose non vanno
ancora bene ma stanno migliorando. Dipenderà molto da quanto quest’Aula saprà
dare risposta. Ci sono alcuni settori che danno segnali positivi sul numero di
occupati. In un periodo di crisi le nostre scelte non possono essere legate
alla consuetudine. Servono scelte coraggiose, innovative e dirompenti per dare
alla Repubblica una prospettiva economica florida. Parco Scientifico e Tecnologico:
è stata individuata l’area. E’nato l’incubatore d’impresa: 11 imprese da qui a
gennaio 2015 si inseriranno nell’incubatore. Questo è un percorso che in pochi
mesi ha dato risultati. Le cose si stanno muovendo. C’è molto da fare. Occorre
creare le condizioni affinché San Marino sia paese “friendly” per chi vuole
creare economica. Chiederemo di superare alcuni limiti della burocrazia per
agevolare la costituzione d’impresa e il suo percorso all’interno della
burocrazia sammarinese. Il nostro termine di paragone non è più l’Italia e non
può più essere l’Italia. Fondamentale poi valorizzare il centro storico che è
sito Unesco. La maggioranza ha deciso di trasformare l’aeroporto di Torraccia
nell’aeroporto dello Stato. Fondamentale per uno Stato avere al suo interno un
aeroporto dedicato all’aviazione generale. Studio di Fattibilità vedrà la luce
nei primi mesi del 2015. Cultura? Mi associo a quanto detto da Morganti: nella
cultura occorre fare di più soprattutto nella formazione. Nei prossimi anni
dovrà essere uno dei temi su cui puntare maggiormente. Nella legge di bilancio
non abbiamo toccato fondi per crediti agevolati. Allo stesso tempo neppure i
Fondi per la Ricerca e l’Innovazione. Da qui alla fine del dibattito chiederemo
ai gruppi consiliari di condividere un ordine del giorno per trasformare quelle
che oggi sono parole in fatti concreti. Non è una legge di bilancio elettorale.
Vera responsabilità politica è di non cadere nelle logiche dei partiti.
Politica sia meno individualista e ragioni a livello di sistema.

Segretario di Stato al Lavoro Iro
Belluzzi:

Quelle che sono state annunciate non rappresentano delle chimere ma concrete
realtà. Legge di Bilancio facilmente leggibile e interpretabile. Per quanto
riguarda la Legge di Bilancio: il bilancio è intorno ai 500 milioni con una
riduzione di circa 200 milioni di euro rispetto ai bilanci floridi. Siamo
riusciti a garantire risorse, tra le altre cose, per mobilità, incentivi per
l’occupazione, cultura, trasporti e sanità portando avanti una spending review
importante. E abbiamo tenuto ugualmente in piedi la Repubblica di San Marino.
Un altro grande investimento è quello relativo al percorso di integrazione
europea. Ci costerà, avrà oneri importanti da affrontare sia dal punto di vista
dell’impegno che delle risorse economiche. Ma creerà potenzialità importanti.
Partiremo molto probabilmente dal prossimo gennaio. Trenta milioni di euro di
investimenti in tre anni sono importanti: prima infrastruttura realizzata sarà
il Campus scolastico. Ha un doppio valore: la nuova San Marino dovrà investire
fortemente sulla cultura e sarà una forte boccata di ossigeno per quelle
imprese che hanno operato fino a poco tempo fa nel settore immobiliare. Chiedo
ai miei colleghi di Governo di farsi carico velocemente anche di quelle scelte
che potrebbero risultare impopolari. Certe volte mi sento distrutto per le
vicende che tanti concittadini si trovano ad affrontare. Penso alla mobilità o
alla disoccupazione. Ma credo che siamo arrivati a un momento di svolta.
Possiamo tornare a garantire a tutti i sammarinesi il diritto al lavoro. Il
Fondo straordinario di solidarietà è un passaggio importante per tutto il
paese. Voglio lanciare un messaggio di forte speranza a tutta la cittadinanza.
A me credo si debba associare tutta la politica affinché maggioranza e
opposizione abbandonino le posizioni di parte. Cerchiamo la soluzione migliore
per la collettività affinché cittadini e imprese continuino a generare quella
sicurezza che fino adesso hanno generato.

San Marino, 12
Dicembre 2014/02

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