Corriere della Sera: Tercas, la fondazione riprova a farsi spazio nel salvataggio

Corriere della Sera

Sussurri & Grida

Milano, 25 luglio 2014 – 11:51

Tercas, la fondazione riprova
a farsi spazio nel salvataggio

 (m. ger.) Basta il nome: Tercas. Evoca uno dei peggiori dissesti bancari degli ultimi anni che la crisi ha soltanto accelerato, non causato. Qualche numero: il «buco» definitivo, accertato all’inizio di luglio, è di 602 milioni; la banca abruzzese da 27 mesi è commissariata da Banca d’Italia; 18 gli indagati (compresi imprenditori e immobiliaristi clienti) in un’inchiesta penale della procura di Roma, tra cui l’ex direttore generale Antonio Di Matteo per i reati più gravi e l’ex presidente Lino Nisii per ostacolo alle funzioni di vigilanza. Martedì prossimo, 29 luglio, ci sarà il cambio della guardia. Il commissario straordinario chiede all’assemblea, che non ha alternative, di azzerare il capitale per coprire parte delle perdite. Dunque non resterà in mano più nulla alla Fondazione Tercas che aveva il 65%. Ma non basta. Interviene a fondo perduto anche il Fondo Interbancario di tutela dei depositi, cioè la Croce Rossa delle banche, con 265 milioni. E poi ci mette 230 milioni la Popolare di Bari che ricostituisce il capitale e si prende il 100%. Pochi giorni fa, in una conferenza stampa, Mario Nuzzo, 72 anni, avvocato, professore di diritto civile alla Luiss e presidente della Fondazione Tercas, ha annunciato la disponibilità dell’ente a rientrare con una quota nella banca, nella misura che Bankitalia autorizzerà, partecipando all’aumento di capitale. C’è un particolare, tuttavia, che potrebbe sfuggire. Nuzzo non è il nuovo presidente di una fondazione che si è rinnovata dopo l’incubo del crac della banca. E’ il presidente da sempre, cioè da quando la fondazione è nata 22 anni fa. Fino all’arrivo dei commissari ha nominato i vertici di Banca Tercas, a partire dal presidente Lino Nisii che è rimasto decenni sulla sua poltrona. Il dissesto, il commissariamento, l’azzeramento del valore delle azioni, il salvagente lanciato dal Fondo di garanzia dei depositi non sono bastati. Nuzzo è sempre lì e vorrebbe rientrare, se la Popolare Bari glielo permetterà. Teramo nel frattempo ha perso la sua banca e 602 milioni .

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