Ddc: una legge e due – volute – gaffe

Il progetto sulla riforma delle Giunte di Castello presentato dai Democratici di Centro si presta a due considerazioni (apparentemente due gaffe) certamente previste.

La prima considerazione. Ivan Foschi, l’attuale titolare della Segreteria di Stato per le Giunte di Castello, non sta facendosi carico del disagio manifestato in più occasioni e in diverse forme in cui si dibattono le Giunte per le cause ben note. Per cui il Governo avrebbe subito un vantaggio se venisse sostituito da un esponente dei Democratici di Centro, ad esempio Pier Marino Mularoni. Sintomatico che dei vari castelli, Faetano sia fra i più attivi nella protesta.

Seconda considerazione. Il testo di legge sulle Giunte che i Democratici di Centro hanno presentato è proprio quello già messo a punto a suo tempo fra giunte e governo straordinario. Il che significa che l’allargamento della maggioranza ai Ddc stigmatizzato da diversi partiti (esempio Dc e Nps) come una riproposizione di fatto del governo straordinario non è per i Ddc cosa da lasciare in ombra. Anzi per i Ddc è un modo per entrare nel Governo non da un pertugio lasciato aperto per un ricovero d’urgenza, ma dalla porta.

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