Dibattito in Consiglio sulla trattativa con l’Italia

Il piu’ duro con i vicini
d’oltreconfine e’ l’ex segretario di Stato al Lavoro Pier Marino
Mularoni dei Democratici di centro: “L’Italia si accinge a un
condono fiscale, a perdonare gli evasori e si erge a
moralizzatore verso San Marino con una violenza senza precedenti.
Occorre riflettere e confrontarci seriamente”. Ma e’ fittissimo
il fuoco di sbarramento dell’opposizione di centrosinistra
sammarinese contro il governo del Titano, che “ha paura” di
parlare degli accordi di collaborazione fiscale e finanziaria con
l’Italia in Parlamento. E architetta degli stratagemmi ad hoc per
impedire un confronto serio.
La seduta del Consiglio grande e generale, nel giorno in cui
la Repubblica firma con il Liechtenstein la dodicesima intesa sul
modello Ocse, registra durante il comma comunicazioni lo
schieramento dell’opposizione contro la maggioranza. E in
particolare contro il segretario di Stato per gli Affari esteri
Antonella Mularoni, assente perche’ a New York per l’assemblea
dell’Onu. Un’assenza che impedisce proprio di parlare in Aula
degli accordi. A suon di interventi i consiglieri criticano
duramente l’atteggiamento della maggioranza e quanto fatto fin
qui dal governo, e soprattutto il segreto sugli accordi che
nasconde una “resa incondizionata” all’Italia.

“Il segretario agli Esteri, pur
sapendo che non sarebbe stato presente in questa sessione, non ha
ritenuto di mettere al corrente l’opposizione circa
l’impossibilita’ di svolgere il dibattito nella seduta scorsa,
possibilita’ concreta semplicemente alternando il proprio con
quello del collega Gatti”, apre le danze il capogruppo del Psd
Claudio Felici, lamentandosi anche del fatto che i “bignami”
siano stati consegnati prima alla stampa. Un “atteggiamento
scorretto” rincara la dose Ivan Foschi di Sinistra Unita,
definendo “imbarazzante” tanto la maggioranza quanto gli accordi
con l’Italia. L’opposizione e il Paese non sono stati coinvolti,
conferma il compagno di partito Alessandro Rossi, chiedendo al
Patto per San Marino di esprimersi anche sulle dichiarazioni di
Salvatore Vargiu.
Gli accordi con l’Italia, prosegue Iro Belluzzi del Psd,
trasformeranno “il sistema finanziario sammarinese in una
succursale della piazza italiana”. E cio’ nonostante,
stigmatizza, non se ne discute e “ci viene consegnato un misero
riassuntino: la maggioranza tiene un comportamento
antidemocratico”. E l’Italia, aggiunge il collega Mirco
Tomassoni, “ci tiene per i cosiddetti anche a Strasburgo per
l’esame Moneyval”.

Servono chiarimenti, aggiunge
Stefano Macina del Psd, su “estero vestizione; stabile
organizzazione; operativita’ in Italia delle nostre attivita’
bancarie, finanziarie, assicurative, e la non retroattivita’
delle intese”. Con lui concorda il collega di partito Marino
Riccardi che definisce le intese con l’Italia una “rinuncia
unilaterale”, mentre Francesca Michelotti di Su lancia un
accalorato “appello alla sobrieta’” e al coinvolgimento dei
cittadini per “disegnare una nuova San Marino, non piu’ porto
franco per persone senza scrupoli, ma basata sulla trasparenza,
il lavoro e la creativita’”.
Per Silvia Cecchetti dei Socialisti riformisti lo “spazio per
delle contropartite c’e’, altrimenti come potrebbero sopravvivere
i piccoli Stati”. Chiude l’ex segretario di stato per gli affari
esteri, Fiorenzo Stolfi del Psd: “Il governo e’ latitante,
reticente e racconta pure un sacco di bugie. Alla favola dei
buoni rapporti con l’Italia non crede piu’ nessuno e la Guardia
di Finanza ha addirittura invaso il consolato a Rimini. Finiremo
con l’aprire a San Marino una filiale della Banca d’Italia”.

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