Dibattito sulla giustizia: isolato Ivan Foschi

Dopo le note vicende sulla legge del giusto processo che hanno provocato fortissime tensioni all’interno della maggioranza, nel corso della seduta consigliare del 17 Settembre u.s. si è davvero rasentato il grottesco.
Infatti, come se non fosse accaduto nulla, il Governo ha pensato bene di non fare nessun riferimento su quanto avvenuto nei giorni precedenti ed ha tentato di spostare l’attenzione sulla situazione riguardante il progetto di riforma del Codice di Procedura Penale, ponendo all’Ordine del Giorno un apposito comma.
Il riferimento al Consiglio Grande e Generale è stato affidato al Segretario alla Giustizia, il quale ha svolto un brevissimo quanto inutile intervento, da cui non è scaturito nessun chiarimento, nessuna proposta concreta, nessuna tempistica, nessun riferimento al giusto processo.
Per di più il Segretario alla Giustizia è stato praticamente lasciato solo dagli alleati nel corso di un dibattito che si rivelato una specie di tiro al piccione da parte delle opposizioni.
D’altronde non era difficile prevedere che cosa sarebbe avvenuto poiché il rappresentante del Governo non poteva pretendere credibilità dai Consiglieri. Infatti dopo aver clamorosamente fallito con la proposta sul Giusto Processo, cioè un progetto stralcio, come poteva pretendere di essere preso sul serio rispetto al ben più corposo e complesso intervento sulla Riforma del Codice di Procedura Penale?
Nell’aula consiliare si è svolto dunque un dibattito grottesco, si è parlato di una riforma complessiva nell’ambito della giustizia fingendo che nei giorni precedenti non fosse successo nulla.
Invece è accaduto qualcosa di grave: il progetto di legge sul Giusto Processo, cavallo di battaglia di Sinistra Unita e dei suoi rappresentanti al Governo, dopo il coinvolgimento di tutte le forze politiche e dell’Ordine degli Avvocati e Notai; dopo aver presentato il progetto in Consiglio Grande e Generale in prima lettura; dopo aver avuto il via libera dalla Commissione Consigliare competente; dopo averlo speso, nel corso della riunione interna per valutare un anno di governo, come un successo che giustificava la presenza di Sinistra Unita nel Governo stesso, è stato brutalmente stoppato dagli alleati dell’Esecutivo.
Il Governo ha deciso di presentare un nuovo progetto di legge e di avviare un nuovo iter consigliare.
Tradotto in soldoni ciò significa che il progetto su cui fino a ieri si era discusso e raggiunto intese è improvvisamente sparito dalla circolazione. Ne dovrà essere depositato un altro e dovrà essere avviato al nuovo iter consigliare per la conclusione del quale occorreranno nella migliore delle ipotesi mesi: prima lettura; esame in Commissione Consigliare; seconda lettura, sempre che non faccia la fine del progetto precedente.
Insomma un sonoro ceffone a Sinistra Unita e a tutti coloro i quali vogliono e si sono spesi per la legge sul Giusto Processo, pensando che la maggioranza e il Governo avessero veramente la volontà di rendere più indipendente la giustizia di questo Paese.
Ma non è finita: la maggioranza, a conclusione del surreale dibattito svoltosi in aula, ha presentato un Ordine del Giorno che è stato approvato con appena 28 voti favorevoli, 27 contrari, 2 astenuti e uno non votante, a conferma che il Governo non solo non ha una politica sulla Giustizia ma è ormai in alto mare ed è privo di bussola. Una situazione molto pesante per l’intero Paese.

San Marino, 18 Settembre 2007

L’Ufficio Stampa

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