Dopo l’America, anche San Marino trovi il coraggio di cambiare

Niente è impossibile in America, e l’elezione a furor di popolo del primo candidato afroamericano della storia, ne è la più bella dimostrazione.

L’America ci fa sognare. Speriamo di poter tornare a sognare anche a San Marino. Anche se qualcuno ha già manifestato un bel voltafaccia. La vittoria di Barack Obama non può essere assimilabile ad una vittoria della sinistra stile italiano, o stile sammarinese. E’ una vittoria del pragmatismo non ideologico, fondato sulle cose da fare, sulla necessità di cambiamento per risolvere i grandi guasti del vecchio sistema.

L’America è sempre stata comunque di esempio e oggi, dopo anni di accuse contro il capitalismo americano, i sinistroidi, no global, ulivisti, gridano anch’essi vittoria, mangiando e brindando alla salute del presidente eletto. Quasi che la bravura, le competenze e la capacità comunicativa dell’uno possano magicamente trasferirsi anche agli altri.

Già ci hanno provato in Italia, mutuando il suo slogan elettorale. Senza per altro riceverne grande costrutto. Qui hanno cercato di fare lo stesso, purtroppo sfiorando il ridicolo. Infatti non basta dire si può fare, senza specificare cosa, perché si è legittimati a pensare il peggio… visto quanto accaduto recentemente.

Forse, sarebbe meglio adattare quello slogan alla realtà sammarinese e tradurlo in “We can do it”. Si deve fare!

San Marino 5 novembre 2008

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