Fatture export, presentazione manuale. Replica Direzione Ufficio Tributario

In riferimento all’articolo apparso in data 2 Marzo sul quotidiano l’Informazione, dal titolo ” Fatture export, aziende costrette alla presentazione manuale “, la Direzione dell’Ufficio Tributario, intende precisare quanto segue:  

l’art 51 della Legge n. 219 del 23 dicembre 2014 ha introdotto – a partire dal 1 gennaio 2015 – modifiche alle modalità di presentazione ed archiviazione delle fatture presentate all’Ufficio Tributario da parte degli operatori economici.  

Preliminarmente si sottolinea ed evidenza per evitare incomprensioni e diversamente da quanto riportato dalla stampa – che devono comunque essere consegnati gli esemplari cartacei delle singole fatture, in quanto soggetti alle vigenti procedure di vidimazione (timbratura e foratura ). 

Le modifiche di presentazione di cui alla norma sopra citata, tutt’ora in corso di perfezionamento e completamento, sono sostanzialmente volte a semplificare e a snellire le procedure, nell’ottica di diffondere ed incentivare l’utilizzo degli strumenti informatici che sono stati messi a disposizione dei contribuenti da parte dell’Amministrazione Finanziaria, quale il portale www.pa.sm.  

Fino al 31/12/2014 l’operatore aveva la facoltà di presentare gli esemplari cartacei delle fatture di beni e servizi da/verso l’Italia riepilogate in elenchi compilati su portale o su supporto informatico, oppure con elenchi riepilogativi manuali.  In quest’ultimo caso, l’inserimento informatico delle singole fatture veniva effettuato dall’Ufficio Tributario. 

Con il disposto normativo di cui sopra, per le fatture Italia (beni e servizi ) e le fatture estere di soli servizi – limitatamente a quelle emesse a partire dall’1/01/2015 – è stata eliminata la facoltà manuale ed è stata resa obbligatoria la procedura di presentazione degli elenchi riepilogativi a mezzo informatico. 

Con riferimento alle fatture di beni e servizi Italia, l’Ufficio ha da tempo messo a disposizione un tracciato record che consente agli operatori, previo adattamento informatico del proprio sistema di contabilità, di “caricare” le anagrafiche dei clienti e fornitori italiani e gli estremi delle relative fatture, rendendo più semplice ed agevole l’adempimento, procedura possibile in considerazione dell’ indicazione ed identificazione del soggetto acquirente o fornitore mediante la P. IVA italiana che consente di creare una anagrafica unica e che ha meccanismi di controllo basati sull’algoritmo della stessa. 

La procedura appena descritta non è semplicemente applicabile alle fatture estere di servizi UE ed extra UE in quanto la creazione di una anagrafica unica trova oggettivi limiti nelle diverse P.IVA dei paesi UE  (con diversi algoritmi) e ancor più nei casi di paesi Extra UE. 

Al riguardo l’Ufficio Tributario, da novembre 2014 ha messo allo studio e sta tutt’ora elaborando con il proprio partner informatico il relativo tracciato record per la presentazione delle fatture estere di servizi – pur con le difficoltà e i limiti tecnici innanzi evidenziati- al fine di dare agli operatori lo strumento informatico migliore e più agevole come fornito per le fatture Italia. 

L’Ufficio Tributario è pertanto consapevole che lo strumento informatico ad oggi a disposizione per la predetta tipologia non è ottimale, ma in considerazione del fatto che la problematica riguarda una singola tipologia di fatture, tipologia per la maggior parte degli operatori non principale – nelle more della predisposizione e messa a punto del relativo tracciato record – ha richiesto agli operatori economici di presentare, temporaneamente,  le fatture in oggetto mediante imputazione dei dati direttamente sulla procedura TribWeb.  

L’Ufficio resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento in merito.   

Ida Valli 

Direttore Ufficio Tributario

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