Fiorenzo Stolfi: è la Dc ad essere divisa e non già il Psd

Stolfi: Dc divisa, solo Psd ha un progetto per San Marino

“San Marino ora ha ruolo internazionale, fazioso disconoscerlo”
BOLOGNA – Nessuna divisione. Il Psd è il partito del cambiamento, quello che può ancora fare la differenza nonostante sia piombata la mannaia della crisi di governo dopo la fuoriuscita di due consiglieri (la mattina del voto di fiducia, il 21 luglio scorso). Anche se l’esito delle elezioni non è scontato sia fausto, il partito dei socialisti e dei democratici ha dalla sua un programma consolidato e una buona pratica a discutere. Fiorenzo Stolfi, Segretario di Stato per gli Esteri della Repubblica di San Marino (e di fatto primo ministro, secondo una prassi consolidata), esponente del partito di maggioranza relativa del governo appena caduto, attacca il partito concorrente, la Democrazia cristiana. Ma soprattutto ironizza sui tradimenti. E sui traditori.

Il Governo è caduto due volte in due anni. Alcuni la considerano una grande sconfitta per il Psd, come replica?

‘Il Psd è stato il partito che ha caratterizzato la vita di San Marino negli ultimi 5 anni. Ha avuto il coraggio di unire socialisti e democratici, ha elaborato ‘Il progetto per San Marino’ che gli ha consentito di raccogliere consensi, diventare il primo partito in Repubblica e di elaborare riforme fondamentali come la legge elettorale. Successi che dimostrano che il Psd può lavorare per progetti. Nessun altro partito è stato capace di un progetto politico così forte. In questa ultima fase ci sono stati dei problemi di compattezza di alcune componenti interne da una parte e di comportamento di un alleato dall’altra. Ap, che noi dal 2006 abbiamo considerato basilare per la coalizione, è venuta meno alle aspettative. Si è dimostrato un alleato che non ha saputo adattarsi al cambio di ruolo. E’ rimasto partito di opposizione nonostante lo avessimo portato al governo; insomma, non ha retto il ruolo a cui era stato chiamato e quindi di fronte a difficoltà oggettive ha preferito non assumersi delle responsabilità defilandosi, e anzi, passando dalla parte opposta.

Quindi, certo, il Psd si deve assumere le proprie responsabilità, quelle che ci competono, ma le responsabilità non sono tutte del Psd e comunque riteniamo che il nostro partito non esca affatto sconfitto da questa fase. Non lo è nemmeno il progetto di fare una coalizione di centro sinistra omogenea, moderata, riformista e con una forte cultura di governo. E’ su queste linee che ci auguriamo di incontrare interlocutori interessati, perché c’è bisogno di una politica del fare, non di una politica di conservazione’.

La Dc afferma che alle prossime elezioni il Psd uscirà perdente perché indebolito e diviso. Vi sentite davvero così, soprattutto dopo le ultime pesanti defezioni di Berardi e Ottaviani?

‘Stiamo facendo una analisi sulle debolezze e sui punti di forza, e non crediamo affatto che l’esito delle elezioni sia scontato; sarà una battaglia combattuta fino all’ultimo e noi, in ogni caso, non siamo per niente divisi. Se sono considerate divisioni le differenze che ci sono nel partito, allora anche la Dc è divisa. E comunque siamo abituati a gestire tutte le voci e lo faremo anche in questa occasione. Per quanto riguarda le defezioni non le riteniamo pesanti, visto che i due consiglieri che hanno lasciato il Psd dalla sera alla mattina, sono passati dalla coalizione di centro sinistra a quella di centro destra. Non pensiamo possano arrecare danni al Psd’.

Il programma potrà fare la differenza?

‘Il nostro programma effettivamente è collaudato, ha avuto un’elaborazione e una discussione partite due anni fa, quindi è una base di partenza consolidata. Andrà aggiornato e proiettato negli anni a venire, mentre vedo che nell’altra coalizione si sta creando un agglomerato di forze che si sta mettendo insieme adesso. Quindi devono partire daccapo e avranno sicuramente- anche per il numero elevato di forze che compongono la coalizione- da creare un programma ex novo’.

Quali sono i punti di forza della politica che avete proposto nei due anni di governo appena trascorsi?

‘Nonostante siano stati due anni complessi, turbolenti, con due crisi di Governo- la seconda delle quali risolta con le elezioni anticipate– la Segreteria di Stato per gli Esteri ha avuto un’attività intensa. La conduzione della Presidenza del Consiglio d’Europa, l’incarico all’Onu per la rivitalizzazione dell’Assemblea Generale, l’ingresso nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, sono successi straordinari di politica estera che può disconoscere solo chi è fazioso o morso dall’invidia: in definitiva, chi non ama il nostro Paese. Per quanto riguarda poi i risultati ottenuti dalla maggioranza, senza dubbio c’è la legge elettorale approvata dalla maggioranza nel 2007, che pone San Marino in una dimensione totalmente nuova. Grazie ad essa i governi vengono decisi dai cittadini e in caso di crisi la parola torna agli elettori, eliminando giochini e giochetti dei partiti o parte di essi’.

Il 9 novembre i sammarinesi si recheranno alle urne, le coalizioni sono già pronte?

‘La legge elettorale che il Psd, assieme agli alleati, ha fortemente voluto è un atto d’amore nei confronti del Paese, per consentire alla nostra millenaria democrazia di rimanere all’altezza dei tempi, per eliminare i giochi di potere dei partiti e dare la centralità al cittadino elettore. Con la nuova legge elettorale i partiti devono coalizzarsi tra loro prima delle elezioni e dire prima del voto con chi intendono governare. Con la nuova legge elettorale i partiti devono mettersi d’accordo tra loro sulle cose da fare e dire prima del voto qual è il programma comune concordato. Con la nuova legge elettorale quindi sarà più facile per gli elettori scegliere: l’amalgama e la coesione della coalizione; la credibilità e la coerenza delle soluzioni proposte con il programma; la validità e l’affidabilità delle persone che verranno candidate a condurre l’azione di governo. Già sono in campo la coalizione di centro sinistra e quella di centro destra. Manca ancora l’esatta composizione di queste coalizioni e per quanto le ideologie siano passate di moda, fa ancora la differenza collocarsi dall’una o dall’altra parte. Poi sarà il tempo dei programmi e delle squadre’.

Il programma che avevate proposto quando avevate in mano il mandato esplorativo comprendeva molte cose. Ci anticipa qualcosa su quello nuovo?

‘Le linee di fondo del nostro programma rimangono invariate. La questione vera è dare al cittadino la soluzione dei problemi, non l’elenco di quelli da risolvere. Ci sforzeremo di essere il più precisi possibile. Tra le direttrici da seguire ci sono sicuramente la politica estera, le tematiche economiche e quelle sociali; sono questi i nodi di fondo che ha di fronte San Marino. Da un lato abbiamo chiara la collocazione internazionale, la determinazione a stare nel contesto dei paesi più avanzati e con regole certe. Poi sul piano economico ci sono delle scelte da compiere che abbiamo riassunto nella legge obiettivo che servirà a rilanciare i settori bancario, finanziario, commercio, turismo, industria e servizi. L’accordo di cooperazione è l’obiettivo primario e in questi due anni abbiamo svolto un intenso lavoro che ci ha portati vicini alla firma che avrebbe risolto i problemi dell’esterovestizione, delle attività bancarie e finanziarie e dato il via alla cooperazione economica bilaterale. E infine, gli aspetti sociali: vogliamo che lo Stato si faccia carico di politiche che tutelino le famiglie, soprattutto quelle che hanno maggiori necessità sia in termini di reddito che di servizi. Insomma, politiche per le famiglie, in particolare quelle che vedono al loro interno anziani, disabili, bambini. Lo Stato deve anche favorire i cittadini che vogliono crearsi una famiglia’.

Si parla di rinnovamento nei partiti, di quote rosa (un terzo dei candidati deve essere di genere diverso), di necessità di gioventù. Voi come intendete intraprendere la strada del cambiamento?

‘Pensiamo si possa avere una lista di candidati con molti giovani e molte donne, la vorremmo equilibrata. Nel senso che dovrà essere rappresentativa di tutte le categorie dei cittadini, delle varie sfumature della nostra società, per far sì che ogni sammarinese vi si possa riconoscere. Anche per quanto riguarda il rinnovamento (nel 2006 lo abbiamo già fatto per un buon 50%) serve un giusto equilibrio tra vecchio e nuovo, tra la vitalità e l’entusiasmo dei giovani e l’equilibrio e l’esperienza dei meno giovani’.

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