Fondazione San Marino 2020

La Fondazione San Marino 2020 prende atto del commento del Patto pubblicato in data 08 novembre e delle considerazioni del Segretario di Stato per gli Affari Esteri in relazione alle posizioni della Fondazione espresse sul tema Europa.

Nel manifestare un sentimento di sconcerto rispetto a quello che voleva essere un contributo della società civile al dibattito su un tema essenziale per il Paese, ci permettiamo di sottolineare quanto segue :

1) L’apertura del comunicato fa riferimento al profilo del Presidente della Fondazione, Antonio Valentini, richiamando l’epilogo della sua carriera in Banca Centrale. Risulta alquanto fuori luogo ed incoerente al tema adesione all’Unione Europea rievocare le dimissioni da Presidente della Banca Centrale di Valentini, peraltro unicamente presentate per evitare ogni possibile strumentalizzazione ed a salvaguardia dell’immagine e dell’operato dell’istituzione medesima. La circostanza, però, risulta utile ad Antonio Valentini per informare finalmente la collettività sammarinese che, nella seduta del 22 gennaio 2008, il Comitato per il Credito e Risparmio (composto da Stefano Macina, Fiorenzo Stolfi, Tito Masi, Pier Marino Mularoni, Ivan Foschi), dopo aver effettuato le opportune verifichE, deliberava all’unanimità la totale assenza di elementi di incompatibilità e di conflitto d’interesse tra la carica di Presidente della BCSM e la propria attività professionale. Il comunicato del Patto ci fa riflettere sulla triste abitudine del nostro sistema Paese a cercare, dietro a qualunque forma di espressione, una matrice partitica e di strumentalizzare i profili mettendo sempre in secondo piano i contenuti. Questo approccio avvilisce la collettività, disincentiva la libera espressione, impedisce il confronto su temi e idee E lo sviluppo basato sui contenuti, a favore delle polemiche e del discredito. Maggiore rispetto, infine, sarebbe dovuto a tutti i componenti della Fondazione che non si identificano nella definizione ‘compagnia’, ma che con impegno e dedizione, con le rispettive competenze, ritengono di fare un servizio al Paese dedicando attenzione e studio a temi prioritari.

2) La Fondazione ha inteso, con il proprio lavoro, porre sul tavolo del dibattito pubblico dati ed informazioni sull’Unione Europea che non erano mai stati citati, visto che la posizione della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri concentrata sul percorso dello Spazio Economico Europeo. Dare informazioni non significa proclamare dogmi, anzi la velleità più volte espressa della Fondazione è proprio quella di stimolare una analisi più ampia rispetto a tutte le possibilità di scelta. Lo dimostra l’invito rivolto alle Segreterie di Stato all’evento pubblico sul tema dalla Fondazione organizzato. Ribadiamo nuovamente come la Fondazione difenda l’analisi delle opzioni nel rapporto tra la Repubblica e la dimensione comunitaria come tema di prioritaria importanza per la sovranità ed il posizionamento politico internazionale del Paese e come si sia sempre evitato di pensare all’Europa come strumento di superamento dei problematici rapporti con l’Italia: chi ci imputa questo ragionamento lo fa senza ragione. Infine, se tra i dati citati dalla Fondazione fossero stati dal Patto identificate ‘parzialità, imprecisioni, sciocchezze e ingenuità’, siamo assolutamente a disposizione per un confronto e una analisi costruttiva che parta dai dati.

3) Se esprimere una opinione da una posizione esterna ai ruoli di potere e in direzione differente rispetto a quella manifestata dagli organi di governo significa erigersi su un pulpito, temiamo fortemente che i principi di libertà di espressione, di impegno civile e di democrazia siano in pericolo. Quando, poi, il Patto richiama alla necessità di un confronto con la cittadinanza sammarinese per giungere ad una scelta finale, ci sembra incoerente e contraddittorio essendo la Fondazione stessa espressione della società civile e non un partito politico, come si evincerebbe dai toni a noi riservati.

LA FONDAZIONE SAN MARINO 2020

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