Franco Santi, Psd, critica le ragioni di Berardi e Ottaviani

Leggere il comunicato stampa di Berardi e Ottaviani sulle presunte ragioni della loro fuoriuscita dal PSD, mi ha profondamente disgustato e con la stessa intensità provocato.

Raccogliamo con determinazione e orgoglio questa provocazione, nella speranza che anche gli organismi del PSD facciano altrettanto, respingendo con vigore la tesi della presunta esistenza di una catena con cui una minoranza interna di sinistra tiene prigioniero il nostro partito, costringendolo a scelte contrarie ai valori del socialismo sammarinese.

Se vogliamo sottolineare un torto alla condotta del PSD in questo ultimo anno e mezzo, è stato proprio quello di dare spazio ed importanza alle posizioni e alle tesi dell’ormai famoso “gruppo dei dissidenti” producendo atti e fatti politici che hanno oggettivamente messo in gravi difficoltà il partito e la sua azione politica.
Secondo il nostro punto di osservazione le vere ragioni delle scelte di Berardi e Ottaviani non hanno nulla a che vedere con i cosiddetti “valori” del socialismo e tanto meno con ragioni che hanno a che fare con il “solenne impegno ad operare anteponendo a tutto, anche ai tornaconti personali, gli interessi generali della Repubblica”, ma riguardano esclusivamente particolari interessi di gruppi e lobby di potere che in maniera più o meno nascosta hanno da subito osteggiato la scelta di campo effettuata dal PSD nel luglio del 2006 con la nascita del Governo di centro sinistra.

La verità è che la loro azione politica ha risposto ad una fredda e calcolata strategia di destabilizzazione del quadro politico. E questo allo scopo di perpetuare e dare continuità ad un sistema politico-istituzionale che negli ultimi 20 anni ha causato molti, forse troppi, danni al nostro Paese.

Una strategia che è contraria allo spirito della nuova legge elettorale, che è contraria alla politica della alternanza, che è contraria a dare regole e strumenti di democrazia alla nostra comunità, che è contraria ai valori e ai principi del socialismo sammarinese, europeo e dell’Internazionale socialista.

Gli effetti ultimi di tale strategia sono riconducibili a finalità veramente di bassa lega, a scopi che nulla hanno a che con la politica, che mirano esclusivamente a permettere ai “soliti noti” di poter maramaldeggiare e condizionare le sorti della nostra comunità.

Utilizzando una facile metafora per leggere i recenti avvenimenti si potrebbe affermare che anche nelle migliori famiglie si può manifestare il tradimento di Giuda, l’atteggiamento proditorio di chi gioca allo sfascio per qualche dollaro in più dei “trenta danari”.
Il confronto con Giuda si ferma qua: la sua fu infatti una debolezza temporanea, sfociata nel dramma di un rimorso che lo spinse fino al sacrificio più estremo, mentre i nostri transfughi sono solo deboli e privi del seppur minimo spessore morale e politico.

Franco Santi
Membro del Consiglio Direttivo del PSD

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