Ghiotti sulla equità fiscale

È proprio nell’attuale fase di crisi che questo obiettivo diviene più importante e decisivo, per disporre delle risorse indispensabili per dare adeguato sostegno ai lavoratori e ai cittadini in difficoltà, rilanciare l’occupazione e il sistema delle imprese, riformare la previdenza, consolidare l’insieme dei servizi pubblici e dello stato sociale

Tra i tanti temi che si affrontano in questo periodo di crisi, c’è n’è uno che brilla per la sua scomparsa dal dibattito politico e dall’agenda del Governo: l’equità fiscale. Eppure, se è vero che l’equità è un fondamentale elemento di giustizia sociale quando l’economia è in espansione, tanto più lo è in un periodo di crisi come questo, che colpisce sia tanti lavoratori che vengono messi in cassa integrazione o perdono il posto di lavoro, sia diversi cittadini a basso reddito che con difficoltà arrivano a fine mese.

L’equità fiscale rappresenta, appunto, una necessità vitale per lo Stato, per continuare a disporre delle risorse indispensabili per finanziare l’insieme dei servizi pubblici e dello stato sociale, e riformare la previdenza in termini di solidarietà intergenerazionale e di garanzie di prospettiva per i giovani. Ma oltre a ciò, in questo particolare periodo di crisi che ha colpito anche l’economia sammarinese, è più che mai necessario che lo Stato adotti le più efficaci misure per ridare linfa al sistema economico e rilanciare lo sviluppo del paese e l’occupazione. (E la messa in campo di un progetto concreto di green economy, può rappresentare una buona prospettiva, anche in termini di una nuova cultura dello sviluppo.)

In tal senso, è una esigenza impellente finanziare interventi quali: da un lato, la riforma degli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, e dei disoccupati che non trovano occupazione; dall’altro, misure a sostegno delle imprese, estendendo, in primis, il credito agevolato, la cui erogazione va finalizzata ai progetti di sviluppo e al rispetto degli impegni occupazionali, senza escludere in questa fase interventi temporanei mirati alla difesa di determinati livelli occupazionali.

E sempre a proposito di ammortizzatori sociali, per effetto della crisi che si è abbattuta sul mondo del lavoro, è più che mai necessario che il Consiglio Grande e Generale approvi con la massima urgenza un provvedimento stralcio sulla indennità di disoccupazione e sulla Cassa Integrazione.

In relazione alle risorse pubbliche, lo stesso Governo ha più volte dichiarato che per quest’anno si prevede una diminuzione delle entrate dello Stato, per effetto della contrazione economica; quindi, minori risorse per la spesa pubblica e per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione. E allora, secondo la logica, l’obiettivo dell’equità fiscale diviene ancora più importante e decisivo in una fase congiunturale particolarmente difficile come questa. Come è noto, da anni le Organizzazioni Sindacali perseguono l’obiettivo dell’equità fiscale, chiedendo ai Governi di realizzare i necessari provvedimenti principalmente in due direzioni:

1) L’introduzione di nuovi e più efficaci strumenti di accertamento dei redditi, per portare alla luce le notevoli ricchezze presenti in diversi settori del lavoro autonomo, che finora sono sfuggiti all’erario, dando luogo a una diffusa quanto deleteria elusione fiscale. È ormai sotto gli occhi di tutti che gli attuali strumenti di accertamento non sono in grado di verificare i redditi reali di tutti i contribuenti, facendo così venire meno notevoli risorse allo Stato e quindi alla collettività.

Sia chiaro: non si sostiene affatto l’aumento della pressione fiscale. Anzi, in taluni casi, a fronte di precisi progetti di investimento che creano sviluppo e occupazione, la fiscalità – relativa agli utili d’impresa – può anche essere ulteriormente alleggerita. Ciò che si rivendica con forza, invece, è l’ampliamento della base imponibile, attraverso l’adozione di strumenti di accertamento più efficaci e innovativi, capaci di far emergere le risorse oggi sottratte al bilancio dello Stato.

2) La riforma del catasto, con l’obiettivo di portare alla luce il considerevole patrimonio immobiliare esistente, affinché la tassazione – ad esclusione della prima casa – sia realmente adeguata e corrispondente alla effettiva condizione catastale e di redditività degli immobili.

Si tratta di un doveroso aggiornamento del patrimonio edilizio sammarinese, la cui classificazione è ampiamente datata e superata, e di un’operazione di equità che porterebbe nuove risorse alla collettività.

Pertanto, è evidente che le nostre proposte in materia di equità fiscale sono finalizzate a realizzare un’azione di trasparenza, responsabilità e senso civico, richiamando tutti i soggetti fisici e giuridici al rispetto dei propri doveri verso lo Stato, in coerenza con la stessa “Dichiarazione dei diritti”, la quale sancisce che tutti i cittadini hanno “l’obbligo di concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, in un quadro di equità, giustizia sociale e solidarietà.

Tanto più in una fase come questa in cui una parte di popolazione sta subendo gli effetti della crisi economica, che rischia di mettere in discussione non soltanto l’occupazione, ma anche gli attuali livelli di stato sociale e la qualità dei servizi ai cittadini. Qualcuno obietterà che, poiché c’è la crisi, non è questo il momento di occuparsi di equità fiscale. Ma io penso il contrario; è proprio la crisi che rende più urgente intervenire su questo tema, dal momento che per uscire dalle difficoltà e avviare una nuova fase di sviluppo, servono risorse vere! Quindi, se non ora, quando?

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