Governo e Cassa di Risparmio

Il governo di San Marino “non ha debordato dal suo ruolo”. Gli unici incontri che il governo (Gabriele Gatti e Antonella Mularoni), hanno avuto nell’ambito Cassa di Risparmio di San Marino-Sopaf erano innocenti nonché normali colloqui su questioni che interessano l’intero sistema della Repubblica. E, anzi, il segretario di Stato per le Finanze Gatti avrebbe solo tentato di facilitare l’apertura di un dialogo tra Carisp e Sopaf, che invece nell’inverno passato si strapazzavano a suon di documenti legali. Il tentativo di autodifesa dei segretari di Stato dall’articolo apparso stamane su “Tribuna” (dove si riferisce di un memoriale del presidente di Crrsm, Gilberto Ghiotti, in cui si prefigurano ingerenze pesantissime da parte dei governi italiano e sammarinese sugli affari della banca) passa per un’affollata conferenza stampa convocata in mattinata, alla quale partecipano cinque ministri, consapevoli di dover dare un’immagine di unità in un momento cruciale. A Palazzo Begni, infatti, oltre a i segretari alle Finanze e agli Esteri, ci sono Valeria Ciavatta (Interni), Marco Arzilli (Industria) e Fabio Berardi (Turismo).

Subito prima di Natale, inizia Gatti, “sono stato chiamato da un professionista romano che mi ha chiesto di adoperarmi per un incontro informale tra lui e il presidente di Cassa di Risparmio, Gilberto Ghiotti a Roma. Disse che voleva tentare di normalizzare i rapporti tra la Cassa e Sopaf”. Si trattava “di dispute tra loro nelle quali il governo non voleva entrare, Cassa di Risparmio doveva considerare il governo come un ente che si occupa di rapporti con l’Italia. Il governo non ha debortato dal suo ruolo”. Ma poi quando i cronisti chiedono se l’incontro tra i due contendenti ci sia stato, Gatti replica che non lo sa.

L’altra autodifesa, quella del segretario di Stato Mularoni, si basa sul fatto che sarebbe stato lo stesso Ghiotti a chiedere al ministro di partecipare a incontri in momenti importanti per il sistema bancario. Cioè “il presidente mi incitò ad essere partecipe della situazione, in concomitanza con il blocco del sistema di pagamenti da parte dell’Italia”, afferma Mularoni. D’altronde “la Cassa di Risparmio non è una banca privata, è l’istituto di tutti i sammarinesi, quindi era giusto andare”. Insomma, di altri incontri non ce ne sarebbero stati.

L’unico altro elemento che i segretari danno in conferenza stampa “per evitare polemiche pretestuose”, spiega Gatti, è il racconto di una richiesta di aiuto da parte di Ghiotti al governo, quello del Psd, dell’agosto del 2008. Il presidente della Cassa, riferisce Gatti e conferma poi Ciavatta, “inviò una lettera all’allora segretario di Stato per le Finanze, Stefano Macina”. Nel documento “Ghiotti spiegava la difficile situazione nata dal sequestro del blindato da parte della Procura di Forlì” e “chiedeva l’intervento per porre fine a una situazione serissima” provocata “da un modo pretestuoso di comportarsi da parte delle autorità giudiziarie”. Tra l’altro, in assenza di un intervento governativo, rivela ancora Gatti, la “Cassa si sarebbe difesa procedendo anche contro l’esecutivo sammarinese per carenza di tutela”. Oggi, invece, sono uscite notizie “che prefigurano chissà quali scenari”, chiude il segretario di Stato. “Sono dunque destituite di ogni fondamento le illazioni che vedrebbero membri del Governo coinvolti in azioni contro la Cassa di Risparmio o in contatti con la Procura di Forlì”, si legge infine nella nota ufficiale del Congresso di Stato diffusa nel pomeriggio.

13 maggio 2009

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