“Il rumore dei passi”, la mostra sulle culture in movimento al Museo dell’Emigrante di San Marino

All’Università di San Marino, il Museo dell’Emigrante ospita una mostra sui fenomeni dell’Africa e non solo. Di Luca: “La nostra sede si apre in un gesto simbolico di conoscenza e attenzione”.

Dati e analisi accompagnati da immagini e installazioni per un’esperienza che porterà il visitatore alla scoperta delle cause delle migrazioni contemporanee dall’Africa all’Europa: questi i contenuti della mostra “Il rumore dei passi”, ospitata dal 20 maggio al 15 giugno nella sede del Museo dell’Emigrante, in contrada Omerelli 24, centro storico di San Marino.

L’iniziativa, curata dal Centro di Ricerca sull’Emigrazione dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino in collaborazione con la Diocesi di San Marino – Montefeltro, patrocinata dalle Segreterie di Stato per gli Affari Esteri, per l’Istruzione e la Cultura, per il Territorio e per il Turismo, offre suggestioni e strumenti per comprendere una delle dinamiche più intense e drammatiche del mondo contemporaneo: “Il rumore dei passi – spiega Patrizia Di Luca, direttrice della struttura – è quello delle culture in movimento ed è anche quello di chi accede alla mostra per riflettere in libertà. L’intenzione è infatti promuovere una conoscenza spoglia dai pregiudizi e presenta il continente africano nella sua complessità, fatta di migranti ma anche di tante lavoratrici e lavoratori, fatta di storia, di cultura e di una ricchezza del suolo che ne ha spesso determinato lo sfruttamento”.

Non si parlerà, quindi, solo di migrazioni: presenti infatti “immagini di africani che vivono la quotidianità del lavoro nei propri Paesi d’origine, a sottolineare che la popolazione non è tutta in fuga verso l’Occidente e che esiste una normalità di cui spesso si ignora completamente l’esistenza. Alcuni pannelli approfondiscono poi le cause delle partenze, illustrando i profondi e vari problemi strutturali del continente africano: pressione demografica, guerre, debito estero, cambiamenti climatici, mancanza di democrazia, sfruttamento aggressivo delle risorse, land-grabbing”.

Con queste premesse, la mostra realizzata dalla Fondazione Migrantes rientra appieno fra gli ambiti approfonditi e curati dal Centro di Ricerca dell’Ateneo sammarinese negli ultimi decenni: “Questo progetto affronta una realtà complessa superando le interpretazioni proposte dai media e dai social, spesso basate su stereotipi e pregiudizi”, analizza Di Luca. “Le informazioni trovano modalità espressive coinvolgenti, nelle quale migranti e visitatori affrontano insieme un virtuale cammino. Il Museo dell’Emigrante si apre così in un gesto simbolico di conoscenza e attenzione”.

All’inaugurazione del 20 maggio, alle ore 17, parteciperanno il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Andrea Belluzzi, il Segretario di Stato per il Territorio, Stefano Canti, il Segretario di Stato per il Turismo, Federico Pedini Amati, e il Vescovo della Diocesi di San Marino – Montefeltro, Andrea Turazzi. Saranno presenti l’Ambasciatore d’Italia a San Marino Sergio Mercuri e l’Ambasciatrice Maria Giovanna Fadiga. La mostra resterà aperta dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle 12:30.

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