Il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi sul tentato omicidio ad Andrea Severi: ‘Non si chiedono per loro punizioni vendicative, ma opera di riparazione’. ‘Desidero incontrare i genitori’.

Interviene anche Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini, sulla vicenda che ha visto Andrea Severi, clochard 44enne, bruciato vivo da alcuni ragazzi ‘normali’ per vincere la noia di vivere.
Il Vescovo ricorda che lo scorso 12 novembre aveva detto, al termine della veglia di preghiera per Severi: Vorrei poter incontrare l’autore di questo atto criminale, guardarlo negli occhi e chiedergli: Come hai potuto compiere tale sfregio a un tuo fratello, anzi a Cristo stesso presente in lui?
Oggi che la domanda di Lambiasi ha trovato una risposta, lo stesso Vescovo aggiunge: questi ragazzi, che sono stati nelle nostre scuole, nelle aule di catechismo, che hai incontrato il giorno nel bar e magari ti hanno servito un caffè, la notte credono di vincere la noia, il non senso della vita, tirando petardi o dando fuoco a un barbone mentre dorme su una panchina.
Per Lambiasi la giustizia deve fare il suo corso ma, aggiunge, non si chiedono per loro punizioni vendicative, ma opera di riparazione: che il pentimento espresso a parole sia la sincera presa di coscienza di un’enorme violenza commessa e si traduca in una effettiva ed efficace educazione al valore della vita.
Il Vescovo esprime poi il desiderio di incontrare i genitori per condividerne l’angoscia e lo smarrimento e trovare insieme ragioni di speranza e di impegno ma anche Andrea Severi, per rinnovargli, una volta ristabilito, la nostra amicizia e solidarietà. Potergli dire che la sua sofferenza non è stata inutile, ma ha portato tutti noi a riflettere e ad impegnarci.

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