Indagine Doxa su San Marino

MALE I RAPPORTI CON L’ITALIA; CRISI COLPA DI BANCHE ED ESECUTIVO


(DIRE) San Marino, 13 lug. – Dovra’ decisamente rimboccarsi le
maniche il governo di San Marino se vorra’ avere dei buoni voti a
fine legislatura. Il primo semestre e’ infatti da dimenticare,
con i sammarinesi che bocciano senza pieta’ l’operato di
Mularoni, Gatti e il resto del congresso di Stato. Un cittadino
su tre si dichiara infatti, rispondendo a un sondaggio Doxa
commissionato dalla Voce di Romagna (su 500 cittadini), poco
(44,2%) o per niente soddisfatto (23,6%). L’esecutivo e’ accusato
di essere, assieme alle banche, il principale responsabile della
crisi attuale; pollice verso anche per i rapporti con l’Italia.

È dunque una fotografia dalle tinte fosche quella scattata
dall’analisi Doxa per indagare la qualita’ della vita sul Titano
in tempo di crisi e presentata stamane, in un incontro, ai
vertici della Repubblica. Per la maggioranza c’erano il
segretario del Pdcs Pasquale Valentini, quello di Ap, Mario
Lazzaro Venturini, Angela Venturini (Unione dei Moderati) e
Maurizio Rattini (Lista della Liberta’). Per l’opposizione,
invece, Fiorenzo Stolfi e Claudio Felici (Psd), Pier Marino
Mularoni (Ddc), e Paride Andreoli e Germano de Biagi (Gsrs). Tra
il pubblico anche Monica Bollini dei Sammarinesi per la liberta’,
e rappresentanti di Banca Centrale, delle associazioni
economiche, della Fondazione San Marino-Cassa di risparmio Sums,
oltre al presidente di Assoimmobiliare, Marino Grandoni.
Sono stati 500 i sammarinesi

contattati per il sondaggio, che dunque offre un “risultato
inoppugnabile”, sottolinea Franco Fregni, direttore del
quotidiano romagnolo, che di fronte agli attacchi subiti negli
ultimi tempi dalla Repubblica, in particolar modo da parte di
qualche testata italiana, si e’ posto “a difesa del Titano”. Il
57% degli intervistati, dicono i dati, dichiara peggiorata la
qualita’ della vita rispetto a cinque anni fa, e solo un
sammarinese su dieci nota dei miglioramenti. Promossi con il
sette i servizi educativi, quelli sociali e la sanita’, la
sicurezza; sopra la sufficienza la qualita’ dell’ambiente,
l’immagine di San Marino come meta turistica e la situazione
economica. Bocciati i rapporti con l’Italia, l’operato del
governo e la difesa degli esponenti dell’esecutivo intervistati
dai media, poco o non adeguata per il 66% degli intervistati;
anche se la stampa ci ha messo del suo per ingigantire la crisi,
“piu’ reale che finanziaria”.

Nonostante tutto quasi il 60% dei sammarinesi continua ad
avere fiducia nel futuro e solo uno su cinque si attende un
peggioramento del proprio tenore. Quasi un plebiscito, infine,
per l’attaccamento alla Repubblica e per la fiducia reciproca tra
sammarinesi.

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