Industria: come far convivere due contratti? ANIS

La recente sottoscrizione di un accordo di rinnovo del contratto del settore Industria da parte di OSLA e USL, valevole per il periodo 2015-2018 – che si aggiunge a quello già siglato da ANIS e CSU, a giugno 2015 – ripropone in tutta la sua evidenza il problema di come poter far convivere due contratti con efficacia erga omnes nello stesso settore. Per memoria di tutti si ricorda che l’accordo ANIS-CSU è già stato sottoposto al vaglio dei lavoratori occupati nel settore Industria con numeri che parlano chiaro: oltre 3.000 lavoratori hanno partecipato alle assemblee e alle votazioni, con il 92,4% dei votanti che si è espresso a favore del  rinnovo, mentre solo il 7,6% si è detto contrario. Allo stesso modo, anche le aziende associate ANIS, che rappresentano oltre il 75% delle imprese del settore manifatturiero, hanno sottoscritto all’unanimità l’accordo.  Numeri che confermano, oltre ogni ragionevole dubbio, quale sia effettivamente la rappresentatività di questo contratto. Se, dunque, si vuole salvaguardare il principio dell’erga omnes, che da sempre garantisce condizioni minime per tutti i lavoratori, la strada non può che essere quella dell’affermazione del criterio della maggior rappresentatività. 

Chi ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative per il rinnovo di quel contratto e ha scelto di sottoscrivere un altro accordo, a distanza di oltre 6 mesi da quello sottoscritto da ANIS e CSU, e oltre un anno dopo l’inizio della validità dello stesso (1 gennaio 2015), è evidentemente guidato unicamente da logiche di potere. Il quadro di norme contrattuali che scaturisce è di estrema confusione ed incertezza, sia per i lavoratori che per gli operatori economici che svolgono la propria attività in San Marino sia, in prospettiva, per quanti stanno valutano l’opportunità di investire nel nostro territorio.

Per questo motivo, e non certamente per limitare la libertà di associazione e/o sindacale, si è sollecitato un intervento legislativo, che il Governo ha recepito con il progetto di legge presentato dalla Segreteria di Stato per il Lavoro, ove viene sancita l’efficacia erga omnes di un solo contratto nazionale, quello sottoscritto da chi – da solo o assieme ad altre organizzazioni –  è maggiormente rappresentativo di quel determinato settore. 

Il progetto di legge che riforma la disciplina della libertà sindacale e  della contrattazione collettiva è stato portato all’esame dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la quale ha definito il nuovo testo legislativo pienamente “conforme alle convenzioni internazionali che regolano le libertà sindacali” ed ha affermato che “il criterio del 51% della rappresentatività in un settore è prassi comune delle relazioni industriali ed è conforme alle norme internazionali”.

Affermazioni che spazzano via in un colpo solo tutte le questioni di legittimità sollevate pretestuosamente da OSLA e USL e che confermano la correttezza ed il fondamento dell’impostazione della Segreteria Lavoro e la posizione di ANIS. Ora si impone una chiara e netta accelerazione all’iter legislativo in atto, in quanto non esistono più motivi ostativi all’approvazione della nuova Legge. ANIS chiede dunque, con forza, che la Legge approdi quanto prima in seconda lettura in modo tale da dare al mondo del lavoro ed a quello imprenditoriale la necessaria chiarezza operativa. Per questo motivo ANIS chiederà a tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Grande e Generale di completare l’iter legislativo entro la pausa pasquale; in alternativa la nostra associazione si sentirà libera e pienamente legittimata ad agire in ogni ambito sindacale e giudiziario per tutelare le giuste ragioni delle imprese che rappresenta, pretendendo analogo ruolo in ogni ambito della contrattazione collettiva, da quella del commercio a quello del settore turistico alberghiero.

ANIS  

17 febbraio 2016

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