Interpellanza Sen. Elio Lannutti (Italia dei Valori) al Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano

Al Ministro dell’economia e delle finanze. –
Premesso che:
in seguito alle vicende giudiziarie che nei giorni scorsi hanno interessato il gruppo bancario Delta SpA, partecipato dalla (Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, n.d.r.), al quale sono state contestate attività bancaria e finanziaria abusive, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro sporco con false fatturazioni e truffe ai danni dello Stato italiano, la Banca d’Italia ha disposto il commissariamento del gruppo;
oggetto di indagine da parte della procura di Forlì è la Banca d’Italia e persino l’Unità d’informazione finanziaria (Uif), in ordine alla quale gli inquirenti stanno indagando su vari filoni che conducono proprio all’Istituto di via Nazionale;
in particolare, un filone d’inchiesta riguarda l’autorizzazione firmata dall’Uif. L’autorizzazione riguarda l’iscrizione del gruppo Delta – avvenuta il 13 agosto 2007 – nell’albo dei gruppi bancari. A quanto consta all’interrogante, gli aspetti inquietanti sarebbero due: il primo, che l’atto è stato siglato a soli due giorni da Ferragosto, ciò che non può essere ritenuto usuale; il secondo, relativo alla circostanza che sulla copia dell’autorizzazione, rimasta in Banca d’Italia, spunta una correzione a penna che trasforma il 13 agosto in 17;
su ciò aleggia l’ombra del sospetto più grave, ovvero che l’autorizzazione sia «partita», in realtà, prima che il «direttorio» della Banca d’Italia fosse stato informato, facendo emergere il profilo penale dell’abuso d’ufficio;
l’autorizzazione, peraltro, sarebbe stata rilasciata nonostante le criticità segnalate mesi prima (persino alla procura di Roma) dal «vecchio» ufficio antiriciclaggio. Criticità che riguardavano due società del gruppo Delta. La vicenda si è conclusa definitivamente nel febbraio 2009, con una serie di ispezioni, condotte proprio dalla Banca d’Italia e dall’Uif, che confermano l’irregolarità della posizione del gruppo Delta e della Cassa di risparmio di San Marino. Tanto che, il 23 aprile, la Banca d’Italia revocava le autorizzazioni a detenere partecipazioni in Delta, in capo a Cassa di risparmio di San Marino e ad altre società;
come si evince dalla sopra esposta ricostruzione dei fatti, ancora una volta si assiste ad un intervento della Banca d’Italia solo in seguito all’apertura di un’inchiesta giudiziaria, quando, come nel caso di specie, sarebbe bastato esercitare i propri poteri di vigilanza nel rigoroso rispetto della legge antiriciclaggio,
si chiede di sapere:
se, alla luce dei fatti sopra esposti, il Governo non ritenga necessario farsi promotore di iniziative legislative tese a definire meglio le responsabilità delle banche controllanti in ordine alla gestione delle controllate, nonché, eventualmente, intervenire con le opportune iniziative al fine di riconoscere ampi poteri ad autorità di controllo in grado di esercitare i propri pieni poteri d’indagine e di verifica, considerato che l’attuale crisi finanziaria internazionale riflette la crisi di un sistema che necessita di nuove regole e di un’attenta vigilanza per restituire la fiducia ai risparmiatori;
se il Governo non ritenga, infine, di promuovere iniziative legislative volte a modificare il sistema di governance della Banca d’Italia al fine di rafforzare la trasparenza dell’Istituto.

Sen. Elio Lannutti (Italia dei Valori) al Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano

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