ITALIA-S.MARINO. IMPRESE-BANCHE: USCITA BLACK LIST URGENTE Agenzia Dire-Torre1

Non e’ possibile passare alla fase di sviluppo del Paese, senza prima procedere alla normalizzazione dei rapporti con l’Italia.  Questo, in sintesi, il messaggio che il mondo imprenditoriale e sindacale sammarinese lancia alla politica, nel corso del forum “San Marino Futura”, organizzato dalla segreteria di Stato per il Lavoro oggi pomeriggio al teatro
Titano. Sedici gli interventi in sala, da parte dei rappresentanti di tutte le organizzazioni di categoria e sindacali del Titano, ma anche dei portavoce dei movimenti di professionisti e imprenditori e in ultimo, a prendere la parola, e’ stato il segretario di Stato per il Lavoro, Francesco Mussoni.
   Nel suo riferimento, il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, Marino Albani, ricorda le difficolta’ dei professionisti, di fronte al giogo del decreto incentivi. “Se tante imprese hanno resistito a San Marino- spiega- e’ anche grazie all’azione di convincimento dei commercialisti, ma non psosiamo trattenere ancora le imprese con le buone intenzioni”.
Albani chiede quindi di “cambiare la rotta verso la normalizzazione dei rapporti con l’Italia” che “non e’ piu’ rinviabile”. La firma dell’accordo sulle doppie imposizioni e’ infatti “un passaggio urgente per la ripresa dell’economia di San Marino”, a partire dall’uscita dalla black list.
Continua Albani: “Non so cosa restera’ dell’economia sammarinese se ci restiamo ancora un anno”.
Anche Paolo Rondelli, presidente dell’Anis, associazione della grande industria del Titano,
elencando i passi da compiere per il futuro, puntualizza: ” E’ necessario che tutto quello che riusciremo a fare venga sorretto dalla normalizzazione dei rapporti con l’Italia”. La firma attesa
“deve arrivare prima possibile” per poi uscire dall’odiata black list.

Sulla stessa linea Pier Paolo Fabbri, presidente Abs, Associazione bancaria sammarinese: “Il rilancio del settore finanziario-spiega- presuppone la firma degli accordi con l’Italia e l’uscita dalla procedura rafforzata”, imposta dalla black list. Infatti, “le banche sammarinesi- prosegue il numero uno di Abs- hanno legittime aspettative e ambizioni di crescere in un mondo globalizzato, non c’e’ niente di inopportuno nel poter vendere all’estero i propri prodotti

finanziari”.
Carlo Lonfernini, presidente dell’Usc, Unione sammarinese dei commercianti, illustra come il decreto incentivi abbia complicato la vita di molti dei suoi associati: “A causa dell’anomalo rapporto con l’Italia- spiega- molte aziende hanno dovuto aprire una seconda sede oltre confine, stiamo soffrendo e speriamo si vada verso un miglioramento”. Proprio alla luce delle
difficolta’ con i vicini di casa, Filippo Bronzetti, presidente Usot, unione degli operatori turistici, ricorda come il suo comparto, “indipendente alle relazioni con l’Italia”, possa
rappresentare un settore strategico per il futuro. Il turismo e’ “l’unica via- e’ convinto Bronzetti- per creare indotto serio, sano, duraturo e autenticamente nazionale”.
Anche il commercio puo’ essere un asset strategico: per questo Luigi Tontini, presidente di Osla, organizzazione degli imprenditori, chiede che sia valorizzato lo strumento della Smac card, pubblicizzandola nei comuni costieri: “E’ possibile passare dagli attuali 43 mila utenti a
100 mila, per arrivare a un gettito monofase da 40 milioni di euro”.
Altro tema caldo affrontato nel forum e’ stata la necessita’ di ridurre le spese correnti dello Stato: “L’organizzazione della cosa pubblica non e’ piu’ sostenibile- manda a dire Pio Ugolini,
presidente di Unas, Unione degli artigiani- l’apparato pubblico deve dimagrire”. A tirare le fila del discorso, il segretario Mussoni che ha esortato tutti i presenti, a prescindere dal
proprio ruolo, a “non ghettizzare la nostra realta’”. “Dobbiamo cambiare profondamente per ripartire da un sistema che e’ stato messo in difficolta’”. Malgrado tutto, Mussoni riconosce infatti che San Marino possiede anche “un contesto sano che ha resistito
alla crisi”, in piu’ “c’e’ un sistema bancario che si e’ ridimensionato, ma ha comunque garantito famiglie e imprese”.
Rispetto al suo progetto “San Marino Futura”, chiede ai presenti, rappresentanti di tutto il mondo economico del Titano, di “costruirlo assieme”. Il testo e’ “aperto” ed e’ “un punto di
partenza”, assicura.  Infine, rispetto al percorso di normalizzazione dei rapporti con l’Italia Mussoni si dice ottimista: “La firma degli accordi e’ vicina- conclude- l’uscita dalla black list e’ invece un po’ meno vicina, ma e’ un risultato possibile”.

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