Lavoro nero: la CSU chiede tolleranza zero

SAN MARINO 29 OTTOBRE 2010 – Tolleranza zero contro il lavoro nero. Lo ha chiesto la CSU in Commissione per il Lavoro di fronte al continuo aumento delle irregolarità nelle aziende. Nel mirino del sindacato anche il decreto applicativo della legge sugli ammortizzatori sociali.

‘La piaga del lavoro abusivo non si ferma’, affermano Gilberto Piermattei (CSdL) e Giorgio Felici (CDLS), entrambi reduci dall’ultima seduta della Commissione per il Lavoro. ‘Dopo i circa 300 casi accertati nei primi mesi di quest’anno, il fenomeno non accenna a diminuire. Per questo abbiamo chiesto un aggiornamento numerico dell’intenso impegno di controllo fatto dagli ispettori dell’Ufficio del Lavoro’.

Al tavolo della commissione, Piermattei e Felici hanno inoltre posto il problema dell’inasprimento della sanzioni. ‘Di fronte ad imprese che ripetutamente vengono trovate con lavoratori in nero, la strada non può che essere quella della tolleranza zero. Abbiamo così chiesto che, in caso di recidiva, non vengano più applicate mini-sanzioni di pochi giorni di chiusura, ma si passi al blocco di un mese delle attività, come del resto previsto dalla legge’.

La richiesta è stata fatta nero su bianco e messa a verbale. ‘Attendiamo già nelle prossime sedute che la nostra proposta si traduca in fatti concreti, perché le aziende devono finalmente capire che non può essere più conveniente utilizzare personale in nero, a discapito sia dei lavoratori che degli imprenditori onesti’.

In Commissione collocamento CSdL e CDLS hanno infine chiesto modifiche al decreto applicativo della legge sugli ammortizzatori sociali. ‘Il decreto – concludono Piermattei e Felici – prevede un iter burocratico, tra l’altro già da noi fortemente contestato nei mesi scorsi, che sta penalizzando i lavoratori finiti in cassa integrazione e mobilità. Sono necessarie alcune correzioni che rendano più chiara e snella la sua gestione’.

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