Le staminali di San Marino. Anna De Martino, Nuovo Quotidiano

Anna De Martino di Nuovo Quotidiano titola: Frontiere scientifiche: le “fabbriche” biologiche dove si potranno manipolare le cellule e usarle per curare / Staminali, business nel mirino / A San Marino sono le “self factory” private la scommessa degli investitori Ma l’Authority avverte: “Solo se c’è un accordo con Italia ed Europa”

Le aziende che a San Marino conservano le cellule staminali, sono due la Bioscience e l’I.S.F.. Qui si possono conservare le cellule staminali per uso autologo: ossia le cellule del sangue del cordone ombelicale, che al momento della nascita, la mamma sceglie di inviare alle banche sammarinesi, potranno essere utilizzate per l’eventuale cura di patologie solo per la persona. Nonostante non vi siano al momento evidenze scientifiche che dimostrino la reale utilità di conservare per se stessi le cellule staminali, sono già 9mila le sacche raccolte dalle due società sammarinesi, contro le 23mila totali donate in Italia. Il costo per la crioconservazione (le cellule vengono congelate a -196 gradi) varia dalle 2000 alle 3000, oltre a 50 euro l’anno per la conservazione. Le staminali possono restare così conservate per 20 anni. E dopo? Dipende dal contratto che ogni utente ha stipulato con la ditta che le conserva: possono o essere distrutte oppure destinate alla ricerca. Ma il business delle staminali, non sta nella conservazione, sta nel futuro uso che ne potrebbe essere fatto: la cura di alcune patologie.  

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