Legge quadro sulla disabilità, una cornice senza dipinto. Cittadinanza Attiva

Le parole amare di Mirko Tomassoni sulla nuova Legge – quadro per l’assistenza, l’inclusione sociale e i diritti delle persone con disabilità”, approvata dal Consiglio Grande e Generale il 10 marzo del corrente anno, evidenziano ancora una volta come questo esecutivo parli bene e razzoli male.

Cittadinanza Attiva in sede di discussione della norma aveva focalizzato l’attenzione sul fatto che San Marino, nonostante la ratificata della Convenzione dell’ONU riportasse la data del 2008, non avesse fatto ancora nulla per mettere in pratica i nuovi principi e le innovative modalità di approccio al mondo della disabilità.

Nonostante questo grave ritardo, l’esecutivo, con la nuova legge quadro, rimandava ogni provvedimento concreto attraverso l’emanazione di ulteriori disposizioni con nuove leggi o con decreti delegati.

L’indeterminatezza e la volontà di rimandare decisioni importanti in merito alla costruzione di una società più inclusiva e rispettosa dei diritti dei disabili non può essere accettata. Anzi deve essere denunciata e contrastata. I processi di crescita culturale necessari ad incarnare i nuovi principi avranno bisogno di tempo e di tanta determinazione da parte di tutte le varie componenti della nostra società.

Compito della politica è quello di indicare con chiarezza e senza indugi le linee guida per dare sostanza e concretezza ai sacrosanti diritti dei disabili e dare un’opportunità di crescita all’intera collettività sammarinese.

Compito della politica è quello di emanare immediatamente i decreti delegati previsti dalla normativa quadro, così come quello di istituire la Commissione Sammarinese per l’attuazione della Convenzione con il compito specifico di “proporre un Piano di azione triennale per la promozione dei diritti della persona con disabilità, identificando priorità, definendo scadenze temporali e strategie sulla disabilità e sulla promozione dell’inclusione lavorativa e scolastica attraverso campagne di sensibilizzazione in collaborazione con la Commissione per le Pari Opportunità”.

Tale piano “dovrà anche valutare il raggiungimento degli obiettivi delle politiche sulla disabilità e coordinarsi con il Piano Sanitario e Socio-Sanitario elaborato dall’Authority Sanitaria”.

La maggioranza ha espresso a mezzo stampa le priorità che devono essere portate avanti nei prossimi mesi frutto della verifica politica appena conclusa.

Non possiamo permetterci di affrontare la crisi senza la capacità di tenere insieme le diverse parti della società, senza essere in grado di garantire sempre e comunque l’espressione dei diritti fondamentali di tutti e in particolar modo dei più deboli.

Ai temi dell’economia e della lotta alla disoccupazione inseriamo anche il grande obiettivo del “modello sociale della disabilità” che deve essere presente sempre, in ogni provvedimento, in ogni deliberazione, in ogni procedura e processo decisionale.

CITTADINANZA ATTIVA

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