Legge sulle residenze

Legge residenze, un grande passo in avanti

Il Patto plaude al risultato della legge sulle residenze. Un grande recupero sui ritardi accumulati dai precedenti governi, ma soprattutto un’importante operazione di rigore e di trasparenza in una materia che aveva creato distorsioni, abusi e che, soprattutto, lasciava il nervo scoperto sul rischio di legare la concessione alla vendita di immobili.
In particolare, la legge esclude ogni automatismo, lega la residenza al rapporto effettivo con la Repubblica (in caso contrario viene revocata) e limita al massimo la discrezionalità: al Governo viene tolto il potere delle concessioni, alla Commissioni Esteri, nella quale sono rappresentati tutti i Gruppi Consiliari, viene affidato il compito di vagliare le richieste di residenza secondo precisi criteri indicati dalla legge.
Inoltre, sono previste pesanti sanzioni amministrative e penali contro eventuali abusi e lo sfruttamento dei clandestini; sono ugualmente garantite e regolamentate situazioni delicate come quelle dei conviventi, delle badanti e dei ricongiungimenti familiari.
Il rigore coniugato alla tutela.
Un unico rammarico, il dibattito consiliare, che, rispetto a quanto avvenuto in Commissione, si è svolto in un clima di scontro, in particolare per gli interventi di una forza politica di opposizione, e per atteggiamenti precostituiti.
Gli effetti della legge saranno ben presto visibili: il numero delle residenze sarà molto limitato, facendo seguito ai comportamenti del governo che, già dall’inizio legislatura, ha contenuto al massimo le concessioni.

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