Lettera di fine mandato del direttore generale dell’Iss, Andrea Gualtieri

Lettera di fine mandato del direttore generale dell’Iss, Andrea Gualtieri

Cari concittadini, dopo 3 anni, il mio incarico di direttore generale del nostro Istituto per la sicurezza sociale è giunto al termine.

Per me è stato un onore e un privilegio dirigere il nostro sistema di sicurezza sociale e lavorare insieme a tutto il personale dell’Iss, che con professionalità, competenza e umanità ha contribuito a perseguire l’obiettivo di garantire il diritto alla salute attraverso l’offerta di servizi sanitari e socio-sanitari per la nostra comunità secondo i principi di universalità, solidarietà e equità.

Sono stati anni di lavoro intenso, condiviso con il supporto del direttore amministrativo e dei 2 direttori delle attività sanitarie e socio-sanitarie che si sono succeduti. Un lavoro accompagnato dalla soddisfazione di alcuni traguardi raggiunti, ma anche, in qualche caso, dalla consapevolezza che si sarebbe potuto fare di meglio o di più, in un sistema comunque complesso e con criticità pregresse: un sistema che richiede tempi più dilatati per concretizzare cambiamenti di una organizzazione capace di dare risposte adeguate ai bisogni di salute di una società che muta sempre più rapidamente.

Durante il mio mandato, in un contesto in cui spesso hanno prevalso gli attacchi strumentali rispetto alle critiche costruttive, ho cercato di perseguire gli obiettivi del Piano sanitario e socio-sanitario insieme ai tanti professionisti che, con senso di appartenenza non comune, hanno assicurato tutti i servizi anche nei momenti di difficoltà. Una difficoltà dovuta in particolare alla cronica carenza di personale, aggravata dal clima di concorrenzialità diffusa innescata dall’ingresso massiccio di strutture private nel circuito dei servizi sanitari in Italia e in Europa: un problema grave con cui chiunque dovrà fare i conti.

L’impegno da parte di tutti e una trasparente gestione delle reali risorse economiche e umane disponibili e necessarie, ha consentito di mantenere un buono stato di salute della nostra comunità. Sono state promosse numerose campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione su tematiche riguardanti la promozione di corretti stili di vita – come ad esempio una sana alimentazione, l’allattamento al seno, il contrasto al fumo di tabacco e la protezione dalle malattie sessualmente trasmesse – e la prevenzione delle malattie attraverso l’adesione ai programmi di screening per i tumori e le vaccinazioni. Sono stati potenziati sia gli interventi preventivi a tutela dell’ambiente e dei luoghi di vita e lavoro, che i controlli a garanzia dei consumatori su prodotti come gli integratori alimentari e i cosmetici. Sono state poste in essere molte azioni per aumentare la copertura vaccinale, con importanti risultati positivi. Sono stati maggiormente consolidati percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per pazienti affetti da patologie croniche quali il diabete, le bronco-pneumopatie cronico-ostruttive. Sono stati poi avviati altri percorsi per pazienti affetti da malattie cardiovascolari come lo scompenso cardiaco e l’ipertensione, in un’ottica di forte integrazione fra ospedale e territorio. Sono stati infine potenziati alcuni servizi socio-sanitari anche da un punto di vista strutturale. Questo è avvenuto in primo luogo con il trasferimento presso il Casale La Fiorina di tutti i servizi residenziali per gli anziani. La struttura è stata acquisita dallo Stato e si è assicurata una gestione totalmente pubblica del settore.

Durante il mio mandato, inoltre, sono state rafforzate le preziose collaborazioni con le strutture di eccellenza italiane, con particolare attenzione a quelle limitrofe con cui più spesso è necessario consolidare reti cliniche e assistenziali. Più in generale, a livello internazionale, sono state rafforzate le collaborazioni con l’Organizzazione mondiale della sanità e con il ministero della Salute italiano ed è stato fornito il necessario supporto per l’accordo di associazione con l’Ue.

Questi risultati sono stati raggiunti anche grazie all’impegno di tanti attori tra cui le organizzazioni sindacali, puntuali nella difesa dei diritti dei lavoratori e al contempo interlocutori validi nel trovare soluzioni condivise per riorganizzare l’Iss e nel ricercare i modi migliori per superare assieme le difficoltà di valorizzazione del personale dell’Iss, in un contesto della Pa che appare troppo burocratizzato per le esigenze non di rado impellenti dell’Istituto. Come burocratizzato appare talvolta l’operato dello stesso Istituto agli occhi dei cittadini, che spesso però – e di questo li ringrazio – con la loro partecipazione proattiva mi hanno permesso di capire i limiti del nostro prezioso sistema sanitario nazionale e di avviare un percorso che richiede comunque ben altri tempi per accorciare la distanza che intercorre tra le istituzioni e i bisogni delle persone. Questi bisogni – i bisogni di salute – devono essere tenuti al centro nel prossimo futuro. Sono infatti anche, e soprattutto, beni comuni non negoziabili e diritti sociali fondamentali: diritti che spesso cadono sotto i durissimi colpi di una crisi che si profila di lunga durata e delle politiche che un po’ ovunque ne ridimensionano la piena fruizione.

In questi anni si è cercato di tenere ben presente un insegnamento fondamentale della migliore ricerca scientifica del settore: dentro le crisi è fondamentale difendere con tutte le forze il sistema sanitario e quello previdenziale, che tutelano i cittadini impoveriti dai rischi comunemente vissuti in una società sempre più orientata a interessi economicisti e di mercato. Per farlo occorrono finanziamenti adeguati e crescenti che salvaguardino il nostro sistema socio-sanitario pubblico contro gli attacchi di forze che rischiano di minarne la tenuta a vantaggio di interessi privati. Si tratta di attacchi protesi alla mercificazione del diritto alla salute che in questi anni non sono certo mancati e che rischiano di presentarsi puntualmente nel futuro più prossimo. Uno stato sociale che garantisca a tutti il diritto alla salute e alla previdenza – e che apra le proprie porte alla partecipazione attiva dei cittadini assistiti – è la miglior difesa contro una crisi di cui per il momento non si vede alcuna fine all’orizzonte.

Con tutte le criticità del caso e i limiti umani, ho cercato di seguire queste linee. E, ovunque si collocherà domani il mio apporto al sistema della sicurezza sociale, questa sarà la mia linea di condotta.

 

Andrea Gualtieri, direttore generale Iss in carica dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019

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