L’immunologa Viola: “Non è un buon vaccino non funziona”, il giallo dello Sputnik

L’immunologa italiana racconta inediti retroscena dopo le sue dichiarazioni, come la strana telefonata di un sedicente membro del Ministero Interni.

Oltre confine si parla molto della famigerata operazione “Dalla Russia con amore” di cui ogni giorno si scopre qualche dettaglio imbarazzante. Rientra in questo contesto la vicenda del vaccino russo Sputnik, che si tinge di giallo assumendo contorni quasi da film di spionaggio. E’ quanto sembra emergere dalle dichiarazioni dell’immunologa dell’Università di Padova, AntonellaViola (foto), ospite del programma “Forrest” su RaiRadio1. “Quando sul vaccino Sputnik venne pubblicato il primo lavoro, insieme a Enrico Bucci e ad altri colleghi a livello internazionale scrivemmo su Lancet un commento per dire che il vaccino effettivamente non funzionava. In quei giorni ricevetti una telefonata molto strana di una persona che disse di essere del Ministero degli Interni, o della Sicurezza, non ricordo, che mi disse che voleva informazioni. Voleva sapere se io sapessi di più sul vaccino Sputnik”.

La dott.ssa Viola ha detto anche che nei giorni successivi alla sua dichiarazione il suo telefono aveva cominciato a funzionare male e a dare diversi problemi. “Cercavo di capire meglio chi fosse ma è stato molto vago – ha aggiunto la scienziata – Mi disse che sarebbe venuto a trovarmi in studio ma non è
mai più venuto. Ovviamente immagino che non fosse qualcuno del Ministero, però mi è sempre rimasto il dubbio di capire chi fosse questa strana persona che si è presentata e che ha voluto sapere perché io avessi criticato il vaccino”. Eppure sul vaccino Sputnik si è investito tanto, basti pensare al famoso studio dell’Istituto Spallanzani, sempre sbandierato dai responsabili della Sanità sammarinese, ma i cui risultati a tutt’oggi nessuno ha ancora visto. Lo stesso Istituto si è spinto ancora oltre: quando alcuni mesi fa da più parti erano state avanzate riserve sull’effettiva validità dello Sputnik V, ha scritto che è efficace contro la variante Omicron.

Ai microfoni di Radio24 è intervenuta ieri la giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa che ha un po’ ridimensionato la questione. “Non credo che l’affermazione che il vaccino non funziona sia corretta – ha detto la Villa – Sappiamo che i dati forniti in quell’articolo su Lancet mostravano diversi
punti deboli, e molte forniture di Sputnik si sono rivelate, alla consegna, non corrispondenti agli standard che erano stati promessi. Non sapevamo che non funzionasse – ribadisce la Villa – Però non avevamo dei dati scientifici sufficienti e delle garanzie per dire che funzionasse”.

La giornalista porta poi l’esempio di San Marino: “Il fatto che facendo le debite comparazioni con l’Italia relative al numero degli abitanti, ci sia stato il doppio del numero di casi e circa il 50% di decessi in più, fa pensare che davvero forse così efficace questo vaccino non fosse”.

Va detto, tuttavia, che non appare corretto prendere tutti i dati della pandemia a San Marino, e quindi anche quelli pre-vaccino, come sembra fare la giornalista per avvalorare la tesi della scarsa efficacia.

Sulle dichiarazioni dello Spallanzani la Villa ammette le perplessità: “Le domande andrebbero rivolte al dott. Vaia, che lo dirige, alla Regione Lazio, o al prof. Ippolito che ha lasciato l’Istituto per un posto al Ministero e che è sempre stato abbastanza evasivo”.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 21

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