L’Informazione di San Marino, Antonio Fabbri: Diventa giornalista con falsa dichiarazione di Morganti

L’Informazione di San Marino

Diventa giornalista con
falsa dichiarazione di Morgant
i

 L’attuale
Segretario all’Istruzione, quando faceva il redattore di “Tribuna”, firmò una
attestazione a favore di Marco Severini avallando un praticantato non previsto
dalla legge e determinandone l’iscrizione con quella qualifica all’ufficio del
lavoro

Antonio Fabbri

 

È di questi giorni la presa di
posizione dei gruppi che siedono
in Consiglio grande e generale
sulla pubblicazione, da
parte di Marco Severini sul suo
blog, di atti della commissione
di inchiesta sul caso Fincapital.
Esposto sul quale sarà chiamato
a valutare il tribunale. Al
di là di questo, però, è di certo
curioso capire come il Severini
abbia fatto ad iscriversi presso
l’ufficio del lavoro nell’elenco
dei giornalisti. Risulta infatti
che, in estrema sintesi, è stata
usata una dichiarazione non
vera per attestare una pratica
illegittima e ottenere l’iscrizione
presso un elenco libero professionale
non previsto dalle
leggi. Il bello è che a fare una
dichiarazione falsa, pur non
avendo alcun titolo per sottoscriverla
neppure se fosse stata
vera, è stato l’attuale Segretario
all’istruzione, Giuseppe Morganti.
Severini, dopo essersi celato
per anni dietro l’anonimato
di un sito di proprietà di una
società anonima panamense e
registrato a Montserrat, ha deciso
a maggio 2010 di palesarsi
come direttore del suo giornale.
sm. Poi ha deciso che voleva
potersi dire giornalista. Lo scoglio,
però, era quello dei requisiti,
seppure minimi, richiesti
dalla normativa sammarinese vigente: l’iscrizione ad un albo
professionale estero o l’aver
praticato il mestiere per almeno
un anno presso una testata
giornalistica regolarmente registrata
come tale. Non potendo
optare per il primo requisito, si
è indirizzato sul secondo. Così
Marco Severini il 29 maggio
2012 è andato all’ufficio del
lavoro per iscriversi, come libero
professionista, nell’elenco
dei giornalisti. Per poterlo fare,
però, all’ufficio del lavoro gli
hanno richiesto se fosse dipendente
di una testata giornalistica.
Considerato che il suo sito
non è registrato come testata
giornalistica a San Marino, ma
a quanto pare neanche in Italia,
si è dovuto trovare l’escamotage.
Ed è qui che è entrato
in gioco l’allora redattore de
“La Tribuna Sammarinese”,
Giuseppe Morganti. Sulla carta
intestata del giornale ha scritto
e firmato una dichiarazione,
datata proprio nel giorno della
domanda, nella quale ha attestato:
“Con la presente, ai fini consentiti dalla legge, dichiaro
che il Signor Marco Severini
ha, negli ultimi due anni, collaborato
e collabora con la nostra
testata giornalistica nel settore
della cronaca e della ricerca
delle notizie”. Ora, a parte che
non risulta da nessuna parte,
né nella gerenza del giornale di
quel periodo, né da articoli firmati,
né evidentemente all’uf-
ficio del lavoro, che il Severini
collaborasse con “La Tribuna”,
viene da chiedersi a quale titolo
fosse in quella redazione. La
risposta la darebbe Morganti
sempre nella stessa dichiarazione
firmata: “Tale attività
va intesa come puro livello di
praticantato e viene svolta a
titolo gratuito. Tanto si doveva
per opportuna conoscenza e si
porgono distinti saluti”. Già,
la risposta la darebbe, se non
fosse che anche questa faccenda
del praticantato non risulta
da nessun documento e, in aggiunta,
se non fosse che a San
Marino il praticantato gratuito
non è consentito. Deve essere
siglato, infatti, apposito contratto
e può essere fatto solo da
diplomati e laureati di età compresa
tra i 18 e i 30 anni. Età
abbondantemente superata dal
Severini. Poi, altra anomalia,
la firma del redattore Giuseppe
Morganti. Perché una attestazione
di praticantato non è stata
firmata dal direttore o dall’editore?
Morganti in quel periodo
non era né l’uno né l’altro.
Eppure, sulla base di questa
dichiarazione non veritiera con
la quale chi non ne aveva titolo
attestava una prestazione illegittima,
la pratica è andata comunque
avanti con l’iscrizione
nell’elenco dei liberi professionisti
in qualità di “giornalista”,
con tanto di assegnazione di
codice operatore al Severini.
Ed è qui che si registra un’altra
anomalia. Infatti è lo stesso
Ufficio del lavoro che nell’apposito
modulo per la richiesta
di iscrizione nel registro dei
giornalisti richiama il decreto
108 del 1999 e la legge 137 del
1987. Entrambi i provvedimenti
si riferiscono, però, agli sgravi
fiscali che le imprese, nel caso
specifico editrici, posso avere
nell’assunzione di lavoratori
dipendenti dagli appositi elenchi.
Ecco, allora, che l’elenco a
cui si riferisce il decreto citato
è quello di giornalisti dipendenti
e non liberi professionisti.
Elenco quest’ultimo che nessun
provvedimento istituisce a San
Marino. Un bel pastrocchio,
insomma, che attraverso la
pratica non nuova delle dichiarazioni
non veritiere agli uffici
e sfruttando anomalie evidenti
nell’applicazione delle leggi,
finisce per legittimare quello
che legittimo non è.

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