L’on.le Gianluca Pini, ‘collaboratore di giustizia’. Agenzia Dire

 LEGA. PINI (ROMAGNA) INDAGATO PER EVASIONE FISCALE: ASSURDO 

PM FORLI’ LO SENTIRANNO IL 3 MAGGIO: “HO ASSUNTO DEBITI NON MIEI”

 Si difende e si fara’ interrogare il deputato della Lega Nord Gianluca Pini, indagato dalla Procura di Forli’ per evasione fiscale e appropriazione indebita. Il maroniano romagnolo e’ accusato di non aver pagato due milioni di euro di tasse (compresi interessi e sanzioni) e di aver indebitamente prelevato 400 mila euro da una sua societa’, la “Nikenny Corporation”, poi scudati da San Marino all’Italia e tramutati in obbligazioni dell’istituto Credito di Romagna. Pini, che ha ricevuto dal procuratore capo Sergio Sottani e dal sostituto Fabio di Vizio un invito a farsi interrogare il 3 maggio, annuncia che “nei prossimi giorni, ma solo dopo aver spiegato ai magistrati le mie sacrosante ragioni, sara’ mia cura dare i dettagli alla stampa per opportuna conoscenza e chiarezza.

 Non prima, tanto per rispetto al loro lavoro, quanto per tutela del mio diritto di difesa”.     Intanto, il deputato nega con forza ogni addebito e parla di “processi mediatici”, pur chiarendo di non ritenersi in “sfida”
 coi magistrati o di pensare a “complotti”. Ma “sia chiara una cosa: non solo ritengo di non aver distratto o evaso alcunche’, ma mi son fatto carico di debiti non miei per non lasciare in mezzo ad una strada delle famiglie; e cio’ e’ facilmente provabile”, esordisce il leghista in una nota. Riguardo a quella che chiama “la vecchia azienda”, Pini evidenzia: “Non c’e’ nessuna evasione fiscale ma un debito erariale, esigibile ma non definitivo, dovuto a comportamenti non ascrivibili al sottoscritto ma ad altri soggetti. Cosi’ come c’e’ un potenziale credito erariale non ancora esigibile di notevole importo”. Posto che “la maggioranza dei soci, con la sola esclusione di una quota, sono impegnati nel risanamento dell’azienda da oltre un anno, con risultati apprezzabili che hanno permesso e permettono ad una quindicina di famiglie dell’indotto di vivere dignitosamente anziche’ subire i drammi, anche sociali, di un fallimento”.     Pini prosegue con il primo accenno politico rilevando che “la societa’ che possiedo per il 90% paga allo Stato nel 2011 oltre 400mila euro di tasse e imposte, ed il sottoscritto ne paga personalmente oltre 100mila. Se tutti fossero ‘evasori’ come il sottoscritto- e’ la sottolineatura- non avremmo bisogno di sanguisughe come Monti”. In sostanza, il parlamentare leghista parla di accuse “assurde” perche’ “dettate da una parziale e probabilmente viziata conoscenza dei fatti: sara’ per me semplice, con documenti incontestabili, provare la mia buona fede, correttezza imprenditoriale ed estraneita’ ai reati. Se reati ci sono”. Pini infine si rammarica della ‘fuga’ di notizie e la colloca a ridosso di alcune scadenze politiche: “Mi spiace constatare come certe notizie, che dovrebbero essere riservate per qualsiasi cittadino, diventino di dominio pubblico (e’ gia’ la terza volta in meno di due mesi) in violazione della legge”, prosegue il segretario della Lega romagnola notando “come per la seconda volta, certe notizie, di certo casualmente, appaiano a ridosso di un importante congresso locale”.
    

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