‘L’uomo la bestia e la virtù’, Pirandello al Nuovo

L’UOMO LA BESTIA E LA VIRTU’
Martedì 17 gennaio, alle ore 21.15, riapre il sipario del Teatro Nuovo di Dogana  con L’uomo la bestia e la virtù, di Luigi Pirandello. Il testo del più grande drammaturgo italiano  del ‘900 è portato in scena dalla compagnia Diablogues, fondata da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, vincitori nel 2011 del Premio Le Maschere del teatro italiano (ex Premio E.T.I. Olimpici del Teatro) organizzato dal Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l’Agis quale miglior spettacolo di prosa dell’anno con I giganti della montagna.
Da diversi anni Vetrano e  Randisi sono impegnati in un percorso di rilettura di classici del teatro.
In questo testo la drammaturgia del grande Pirandello incontra e si esprime col linguaggio del grottesco e genera una favola allegorica, o meglio un apologo, come lui stesso voleva definirlo.
La situazione che ci racconta è di quelle al limite del possibile eppure credibilissime, paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che l’autore ha saputo scardinare pezzo dopo pezzo coi suoi affondi letterari e teatrali.
Nasce da una novella, Richiamo all’obbligo, e si sviluppa incarnandosi in personaggi immaginati e descritti come maschere grottesche.
Paolino, rispettabile professore privato, è l’uomo della vicenda: trasparente, come lo definisce l’Autore, ma con una doppia vita; è infatti l’amante della signora Perella, la virtù in persona, moglie trascurata e infelice del Capitano di marina Francesco Perella, la bestia, sempre lontano da casa
Un incidente – un’inattesa quanto inopportuna gravidanza della signora Perella – minaccia di sconvolgere quest’ordine e costringe il professore a cercare una soluzione ad ogni costo: nell’unica notte che il Capitano trascorrerà a casa, tra un porto e l’altro, dovrà assolutamente ottemperare agli obblighi coniugali, e rendere così apparentemente legittimo il frutto dell’amore proibito.
Comincia una febbrile corsa contro il tempo, per far sì che gli istinti sessuali della bestia vengano risvegliati al momento opportuno, e in questa cieca frenesia il professore calpesta e travolge pudore, dignità e sentimenti.
 Affollano la scena domestiche scorbutiche, vicini invadenti e studenti bistrattati, personaggi descritti, anche loro, con consolanti aspetti bestiali.
Il grottesco si esaspera in momenti di forte comicità o si stempera nella poesia, si addentra nel dramma e poi se ne libera con slittamenti surreali, consentendo a Vetrano e Randisi di utilizzare registri recitativi loro congeniali.
I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Nuovo dalle ore 16,30 alle 20.00 oppure on line sul sito: www.sanmarinoteatro.sm

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