Marino Antimo Zanotti: critiche alle coalizioni per le prime scorrettezze

Lui è peggio di me

Aiutato dal mio inguaribile ottimismo mi ero convinto che la futura campagna elettorale sarebbe nata all’insegna della nobile gara, da parte delle due coalizioni, sulle proposte migliori per la nostra Repubblica, che avrebbero scaldato il cuore dei cittadini, invogliandoli alla condivisione della democrazia rappresentativa semplificata dalla recente legge elettorale.


Mi aspettavo, e ancora mi aspetto, di leggere nuove proposte programmatiche per il superamento in positivo di una economia basata, ormai tutti lo vedono, su false “peculiarità”.

Mi aspettavo, e ancora mi aspetto, annunci di battaglie contro la piaga del lavoro nero, i cantieri babelici e lo sfruttamento dei clandestini e il mancato controllo del territorio, la precarietà lavorativa dei giovani e il continuo ricorso a forme di lavoro che minano i diritti acquisiti.


Mi aspettavo, e ancora mi aspetto, buoni propositi sul come separare i poteri dello stato, controllare i governanti, pubblicizzare gli atti come necessità fondamentale per l’evoluzione della nostra democrazia; trasformare i privilegi dei pochi nei DIRITTI per tutti; dare risposte di GIUSTIZIA a chi l’aspetta da anni, senza dover aspettare sempre le bacchettate di Strasburgo.

Mi aspettavo, e ancora mi aspetto, progetti anche minimali sul come cambiare il volto del nostro territorio, devastato dalla speculazione edilizia che ha prodotto tante case inutilizzate ma pochi asili, alcune scuole fatiscenti e la mancanza di strutture pubbliche veramente necessarie ai residenti.


Mi aspettavo, e ancora mi aspetto, prese di posizione ferme sull’abbattimento degli sprechi nella gestione della cosa pubblica; sulla mancanza di una classe dirigente pubblica responsabile del compito assegnatole.

Mi aspettavo, ma non ci spero più, parole di fuoco di molti partiti contro i presunti viaggi elettorali intrapresi da Stolfi e Andreoli nelle Americhe; sarebbero state gradite anche le smentite degli interessati, che non ci sono state.


Se Stolfi e Andreoli (e forse anche altri) fossero andati a far visita ai cittadini all’estero di loro sponta, avrebbero fragorosamente sbagliato; la legge elettorale consente solo allo stato di organizzare momenti elettorali all’estero con la presenza di tutti i partiti, proprio per spiegare la legge e i suoi effetti.

Mi aspettavo, e ancora mi aspetto molte cose ma non mi aspettavo che le coalizioni si “scatenassero” nelle reciproche accuse, parafrasando un filmetto di qualche anno fa intitolato “Lui è peggio di me”.

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