Mario Fantini, La Voce di Romagna – San Marino

SAN MARINO – E’ passato poco più di un mese dall’inchiesta Varano della
Procura di Forlì che ha privato della libertà i vertici della Cassa di
Risparmio e di Delta. “Il tempo spegne gli animi e rompe la compattezza
delle persone”, diceva Paola Stanzani, ad di Delta, nella lettera
inviata
dal carcere ai dipendenti della holding bolognese, perché questo non
accada,
vogliamo raccontare chi sono queste persone.

Da più di 1 mese Mario Fantini,
già ad della Carisp e presidente di Delta, è agli arresti domiciliari.
Un persona che vogliamo far conoscere a coloro che non hanno avuto “la
fortuna di averlo vicino e di lavorare con lui”. A raccontare chi è il
vecchio leone della finanza sammarinese, 75 anni, di cui 51 di lavoro
alle
spalle, è una sua fedele collaboratrice.

“Lavoro duro e onesto, svolto
con grande rettitudine morale e con un carattere ed un carisma asciutto
e schivo alle chiacchiere: un vero manager e leader. Fantini entrò nel
1958, a 24 anni, al Credito romagnolo. Ne diventò Direttore generale e,
insieme al Presidente Giacomo Cirri, l’ha fatto diventare una banca
grande,
sana, stupenda, come i bilanci possono testimoniare. Con la sua
capacità,
intelligenza e lungimiranza è stato capace di far crescere i volumi
patrimoniali
ed economici del Credito Romagnolo, sempre in un’ottica di grande
prudenza
e rettitudine. L’obiettivo di Fantini è sempre stato quello di vedere i
risultati nel lungo periodo, di costruire fondi e riserve per il futuro,
di irrobustire il patrimonio della Banca. Erano gli anni in cui le
banche
svolgevano davvero il loro lavoro: raccogliere denaro dai depositanti ed
investirlo finanziando le imprese, facendo crescere l’economia della
regione.

Erano gli anni in cui le banche, e specialmente il Rolo, si assumevano
i rischi dei prestiti che facevano, senza mai pensare di riversarli sui
clienti depositanti, contribuendo alla crescita dell’economia del paese.
Il Credito romagnolo cresceva nei volumi e negli utili, i suoi
dipendenti,
i suoi azionisti hanno visto la banca crescere e fiorire in una gestione
realmente sana e prudente. Il Credito romagnolo divenne un “boccone”
davvero
ambito: era una banca sana, patrimonializzata, con ottimi clienti e con
un capitale sociali frazionatissimo. Una vera occasione per quegli
imprenditori
che volevano fare grossi guadagni nel breve periodo. E così fu.
Mario
Fantini
uscì dal Rolo nel 1990, dopo 32 anni di lavoro continuato. Gli anni a
seguire
lo hanno visto alla guida della Cassa di Risparmio della Repubblica di
San Marino, anche qui conseguendo ottimi risultati. Ha costruito una
banca
grande e patrimonializzata, come già aveva fatto per il Rolo. E’ proprio
a San Marino che Fantini intuisce, per primo sul mercato, le
potenzialità
del credito al consumo in Italia, il che lo porta alla creazione di
Finemiro
(oggi Neos, il gruppo da cui proviene Leone Sibani, neo presidente della
stessa Carisp, ndr). Dopo aver fatto grande l’azienda è costretto a
lasciarla
in seguito all’acquisizione da parte del gruppo San Paolo, nel 2002. Le
persone che hanno lavorato con lui e ne hanno riconosciuto capacità,
rettitudine,
bravura e giustizia lo hanno seguito ed affiancato nel successivo
progetto,
il progetto Delta. Molte sono le persone, dipendenti ed ex dipendenti,
che gli sono grati per i suoi insegnamenti e per la sua onestà. Persone
che, in questo momento, sono attonite, stupite ed incredule per il
silenzio
che è stato imposto, in maniera così brutale, ad una simile persona.
Persone
che vogliono rendere giustizia al Dott. Fantini facendolo conoscere come
lo conoscono loro, anche se lui, con il suo carattere solido e
riservato,
pensava di essersi già fatto conoscere con i fatti. I sentimenti di
generosità,
lealtà, amicizia e giustizia che ha saputo trasmettere a tutti quelli
che
lo hanno conosciuto e stimato non si cancellano e rimangono un esempio
da seguire. Esempio che, siamo sicuri capiranno anche coloro che ora lo
hanno zittito”.
Sentimenti e valori che aspettiamo tornino in circolazione
al più presto.

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