Mario Sensini: Chiasso, San Marino, Vienna

Corriere della Sera di martedì 20 ottobre 2009

Piazze off shore

I sequestri a Chiasso? Al 90% tentano il rientro Gli assegni di San Marino

di Sensini Mario

ROMA Non si parla di grandi cifre. Anche se quello che conta, più che la quantità, è la direzione del denaro intercettato dalla Guardia di Finanza ai valichi di frontiera con la Svizzera. Se negli anni passati i sequestri di contante, assegni e titoli al portatore, scattati per contravvenzione alle norme valutarie e sul riciclaggio avvenivano in pari misura sia in entrata cbe in uscita dall’Italia, da quest’anno le cose sembrano essere cambiate radicalmente. «Oltre il 90% dei sequestri riguarda somme che i soggetti intercettati tentavano di riportare in Italia» conferma il Comandante provinciale di Como delle Fiamme Gialle, Rodolfo Mecarelli.

Spalloni e soldi neri, ormai, viaggiano al contrario. Colpa della crisi economica, che magari spinge gli imprenditori italiani in difficoltà a pescare dai gruzzoletti nascosti nelle banche svizzere.

Ma certamente, spiega la Guardia di Finanza, anche dello scudo fiscale aperto dal govemo per il rimpatrio dei capitali illeciti dall’estero. Meglio rientrare senza pagare il 5% e correre il rischio che l’anonimato garantito dallo scudo non tenga.

Da inizio anno, solo a Como, sono stati sequestrati 1.778.000 euro che viaggiavano dalla Svizzera verso l’Italia, a fronte di appena 182 mila in uscita dal paese.

Dati provvisori, perché prima di tirare le somme dell’attività di controllo al valico di Ponte Chiasso bisognerà attendere le verifiche sui documenti valutari scovati dalla Guardia di Finanza negli accertamenti sulle persone in transito. Carte che attestano disponibilità all’estero per un valore complessivo di 18o milioni di euro, sulle quali sono in corso le indagini. Senza contare che da qui a metà dicembre, quando si chiuderà lo scudo fiscale, traffico valutario e controlli sono destinati a crescere.

Da tre giomi gli autovelox fiscali , i furgoni della Guardia di Finanza capaci di fotografare le targhe di tutte le auto in transito (20 mila al giomo) e di incrociarle in tempo reale con altre banche dati, sono attivi su tutti i valichi di frontiera tra Italia e Svizzera. «E stanno dando ottimi risultati» assicura Mecarelli. Gli stessi furgoni, da qualche giorno, operano sul confine con l’Austria (altro paese che tutela il segreto bancario) e alle porte di San Marino. Mentre le Fiamme Gialle continuano a scandagliare la posizione di 130 imprese italiane e un milione 200 mila assegni, con relative girate e traenze, saltati fuori dalle recenti inchieste della magistratura sulle banche sammaninesi.

Mario Sensini

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