Matteo Ciacci, considerazioni in Consiglio

La Serenissima

Ciacci (C10):“Basta divisioni e immobilismo, siamo favorevoli alla condivisione” 

Matteo Ciacci, capogruppo del movimento di maggioranza Civico 10, ha preso la parola ieri in Consiglio per fare alcune considerazioni alla luce di articoli, comunicati di forze politiche e dichiarazioni a mezzo stampa che sono uscite in questi ultimi giorni. 

CAMBIO DI PASSO – “Innanzitutto, abbiamo apprezzato e come sapete, Civico 10 è stato il fautore del cambio di passo che si è realizzato sia a livello di metodo fra forze politiche che di merito nell’affrontare le difficoltà del sistema bancario finanziario. Un clima politico più disteso che ha già permesso di ottenere risultati importanti per il Paese: risolta una crisi bancaria all’unanimità con un percorso trasparente e positivo da un punto di vista tecnico a tutela esclusiva degli interessi generali del sistema, gestendo al meglio con la forza della buona politica gli interessi particolari o potentati che, in queste vicende, ci sguazzano se non si è attenti, liberi e capaci. La politica si è dimostrata capace e coerente”.

COERENZA – “Coerente, perché la realtà ormai evidente a tutti è che questa maggioranza con all’interno C10, al contrario di quelle scorse, non ha avuto remore nei confronti di nessuno. Abbiamo fatto esattamente quello che avevamo  promesso ai nostri elettori: fare chiarezza sulle situazioni ancora nebulose che, nel 2016, qualcuno avrebbe ancora voluto nascondere sotto il tappeto, magari per far si che anche le eventuali responsabilità finissero coperte assieme alla polvere. La verità è che se oggi si parla di azioni di responsabilità sui dissesti bancari, già avviate per Asset e Carisp e già deliberate per il Cis, se si parla che gli azionisti pagano per primi e anche con i loro conti correnti, lo si può fare esclusivamente perché i dissesti sono emersi”.

VERITÀ STORICA – “I danni che oggi vengono palesati si sono costruiti in decenni di malgoverni clientelari e compromessi con il mondo affaristico, a cavallo fra i famigerati ’90 e i primi anni 2000, non negli ultimi due anni di storia! Dinamiche emerse molto chiaramente dalla sentenza di primo grado del Conto Mazzini, momento chiave della storia recente del nostro Paese. Quindi chi vuol far ricadere tutte le colpe verso questo governo non è serio. Questa tra l’altro è una analisi storica che non dovrebbe offendere nessuno. Tutti però dobbiamo fare autocritica, noi sul caso Asset e la gestione dei primi mesi di legislatura l’abbiamo fatta e politicamente sono state intraprese delle scelte forti”.

CONDIVISIONE – “Fatta questa analisi storica, che i nostri cittadini conoscono bene e che stiamo raccontando a loro tutti i giorni, vorrei ribadire con grande orgoglio la soddisfazione per un percorso di condivisione che ha visto disponibilità da parte di tutte le forze politiche attorno alla risoluzione della vicenda Cis”.

NIENTE STRUMENTALIZZAZIONI – “Per noi un contributo serio e responsabile dell’opposizione va sempre valorizzato ed è davvero un peccato che su qualche articolo di giornale si sia già strumentalizzata la faccenda. Qualcuno ha capito che C10 ha avuto un ruolo determinante e non ha timore di niente e nessuno non avendo scheletri negli armadi e quindi, impaurito, cerca di gettare fango addosso in maniera scomposta tessendo le lodi di un magistrato piuttosto che di un altro; altri gridano già al nuovo inciucio solo perché una forza politica ha riconosciuto un cambio di atteggiamento in questo ultimo periodo. Ma si potrà? Un po’ di equilibrio o semplicemente buon senso non si può adottare? O dobbiamo dividere sempre ogni contesto fra i buoni e cattivi? Nel mondo dell’informazione, come in Tribunale, come in Banca Centrale, come in altre situazioni. Basta divisioni, noi siamo per trovare sintesi. Diciamo No ai nemici da abbattere ma un grande Sì alla responsabilità. Civico 10 guida la macchina da luglio 2018, quando abbiamo tenuto la barra dritta sul caso Leiton con la messa in mora della società insolvente nei confronti di Cassa di Risparmio e successivamente abbiamo ottenuto il primo Ccr allargato sulla vendita del pacchetto Delta. Da lì si è partiti dando attuazione a quel metodo di condivisione necessario per arrivare alle scelte fondamentali per il Paese. Ci siamo messi nel mezzo, trovando altri alleati oltre che ai nostri naturali Ssd e Rf, e mi riferisco in particolare alla responsabilità di tutta l’opposizione, con Dc e Rete nello specifico”.

RIAPPACIFICAZIONE – Questo modus operandi va adottato anche in prospettiva: servono risposte ma dobbiamo basare il nostro metodo sulla capacità e sulla volontà di ricercare il dialogo e il confronto, evitando lo scontro, per ampliare il più possibile la base decisionale e far sì che scelte importanti siano anche rappresentative della volontà della cittadinanza. Sia ben chiaro che quando parliamo di riappacificazione non dobbiamo confonderlo con restaurazione o immobilismo. Le cose da fare, le riforme, gli interventi strutturali, il percorso di risanamento del sistema bancario vanno fatte! Se fatte tutti insieme ancora meglio perché siamo più forti e ricreiamo le basi di fiducia nel sistema. Inoltre, e qui mi rifaccio al tema della restaurazione, chi sbaglia deve pagare! In questa legislatura sono arrivate le condanne in primo grado del Conto Mazzini, è stata data attuazione alla legge 100/2013 restituendo il maltolto alla collettività con le condanne definitive grazie allo strumento della confisca e del sequestro preventivo, sono, come già detto, partite le azioni di responsabilità agli amministratori delle banche. Ecco questo percorsi devono continuare, andare fino in fondo, concludersi, devono arrivare le sentenze definitive perché la pace non vuol dire condono o sanatoria della responsabilità. Ma assunzione di responsabilità. Diciamo quindi Si alla riappacificazione ma un No grande all’immobilismo e alla restaurazione.

PROSSIMI OBIETTIVI – “Fatte queste considerazioni dobbiamo scrivere il futuro, la prospettiva e dare soluzioni. Partendo da quello che ci unisce. Dialogo con vigilanza e risanamento sistema bancario: progetto Npl, accordo con Banca d’Italia e politica estera con Italia e percorso di associazione con Ue che devono andare avanti spediti in parallelo. È definitivamente finita la piazza finanziaria e abbiamo combattuto coi denti, subendo atti intimidatori e pressioni, i poteri forti, ora, sappiamo come gestirli e ci sono i presupposti per ripartire. Dobbiamo capire quindi con l’Italia come poter lavorare insieme, parlare tutti la stessa lingua e ridare fiducia al sistema. In questo momento abbiamo bisogno di compattezza, solo così possiamo uscire da queste difficoltà. È importante fare e come fare. Ragioniamo pure anche su quali soluzioni politiche adottare perché non ci interessa vivacchiare ma fornire risultati al Paese, che amiamo. Il tempo è denaro, in questo momento ancora di più. Grazie a tutti per la disponibilità di questi giorni, abbiamo fatto un buon servizio al Paese”.

 

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