Messaggio di Mons. Luigi Negri per le elezioni nella Repubblica di San Marino

“La scadenza delle imminenti elezioni politiche nella Repubblica di San Marino, mi sollecita ad un intervento teso ad esprimere le preoccupazioni fondamentali della Chiesa in questo momento, su questo problema, in modo da indicare a tutti i cristiani e, al di la di essi, agli uomini di buona volontà una lettura della vicenda politica e una linea di comportamento coerente con i principi che verranno richiamati. La preoccupazione fondamentale è che il nostro popolo, credente e non credente, viva nella vicenda elettorale una grande occasione di attuazione della tradizione di libertà che connota, significativamente, questo popolo e questa Repubblica fin dalle sue origini. San Marino è certamente stata, nei secoli, la terra della libertà e di questa libertà ha saputo essere testimone credibile nel mondo culturale, sociale e politico nel variare delle condizioni delle situazioni della vita dell’Europa e del mondo anche quando, nell’ Europa e nel mondo, sono prevalse le forme più diverse e disastrose di totalitarismo. Ma il tempo di oggi esige non semplicemente un richiamo generale ed ispirativo al tema della libertà; il tempo presente esige una ripresa attuale grata ed insieme impegnativa di questo grande valore che ci è stato passato dalle generazioni che ci hanno preceduto e dalle istituzioni che queste generazioni hanno costruito. La libertà deve essere riscoperta, oggi, come una esperienza da vivere nel presente, una libertà di essere se stessi e di esprimere questa libertà in tutti gli aspetti della vita personale, familiare e sociale. Libertà di vivere pienamente la propria identità umana, i propri diritti fondamentali, il diritto alla libertà religiosa, il diritto alla libertà di cultura, il diritto a vivere la vita familiare come espressione dell’impegno definitivo dell’uomo con la donna e viceversa. L’impegno a generare liberamente i propri figli e ad educarli secondo le convinzioni fondamentali che caratterizzano l’ethos della famiglia, la libertà di avviare nella vita sociale varie forme di intrapresa di carattere economico, culturale e sociale. Libertà, dunque, della persona, della famiglia e della società: questo è il primo, fondamentale valore che la Chiesa considera non negoziabile.
E’ questa libertà della vita sociale che le istituzioni sono chiamate a servire; le istituzioni non sono i soggetti della libertà ma sono i servitori della vita e perciò il Vescovo si aspetta che questa tornata elettorale riconfermi ed attualizzi questo grande insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa. Le istituzioni sono un aiuto fondamentale alla vita della società, sussidiano la vita della società, non si sostituiscono ad essa e non si impongono ad essa. Le istituzioni sono al servizio del bene comune. È chiaro che il bene comune di una società non è il bene particolare di una persona, di più persone, di gruppi che venga surrettiziamente proposto o perseguito come bene comune. Ho detto più volte e ripeto che questa è una situazione che sarebbe per la Chiesa di San Marino-Montefeltro assolutamente intollerabile. E neppure il bene comune è la somma dei beni particolari; il bene comune è una realtà che si crea proprio perché i beni particolari accettano di esser trascesi nel confronto con preoccupazioni e tensioni comuni, ed è questo trascendimento che fa nascere il bene comune da perseguire da parte di tutte realtà personali, familiari, culturali e sociali. Dunque è irrimandabile un recupero da parte delle istituzioni della loro vera autorevolezza e la tradizione cattolica di San Marino è tale che qui, da secoli, l’autorità è coincisa con il servizio, com’è sintomaticamente riproposto nel giuramento che i Capitani Reggenti emettono per poter entrare nell’esercizio della loro altissima responsabilità. Dopo aver detto questo io ricordo a tutti quelli che entrano, sia come elettori, sia come eleggibili in questa competizione che dovranno misurarsi, a breve scadenza, con grandi emergenze anch’esse non più rimandabili: l’emergenza delle famiglie, l’emergenza educativa, l’emergenza del mondo giovanile. Emergenza su cui ci siamo più volte soffermati in questi anni ma che ora esigono reali indicazioni di soluzione, anche operative e non solo di formulazioni di comodo o più o meno astratte. Sono vicino, con molto affetto e con molta gratitudine, a tutti quanti entreranno in questa vicenda elettorale da cristiani, cioè cercando di coniugare i valori della Dottrina sociale della Chiesa, che ho richiamato, con i problemi e le condizioni di questa realtà sociale e di queste istituzioni politiche. Sono in particolar modo vicino agli uomini che militano nella Democrazia Cristiana che è il partito che ha nel suo statuto il riferimento esplicito alla Dottrina sociale della Chiesa, chiedendo ai membri di questa formazione, ai militanti, agli elettori, a coloro che saranno eletti una profonda coerenza ideale con i principi che ho enunciato. A tutti quelli che sono eletti e che intendono essere espressione, a vario livello e in vario modo, della Dottrina sociale della Chiesa, ricordo che la Chiesa e la società li giudicheranno sulla loro coerenza ideale ai principi che sono stati richiamati e che non sono possesso di nessuno, perché sono solo una responsabilità che la Chiesa da secoli porta avanti e che la Chiesa di San Marino-Montefeltro ripropone oggi in occasione di questa scadenza così importante per la vita dell’intera società di San Marino e delle sue istituzioni”.

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