Messaggio per la Giornata della Memoria

“Ricordiamo per costruire qualcosa di diverso”. Il Segretario di Stato per l’Istruzione, la Cultura e l’Università, Romeo Morri, ha partecipato questa mattina alla celebrazione della Giornata della Memoria, alla Scuola media statale di Serravalle. Presenti all’iniziativa, oltre agli alunni delle classi terze, gli Eccellentissimi Capitani Reggenti, Ernesto Benedettini e Assunta Meloni.
Nel suo intervento di saluto, il Segretario di Stato ha ricordato come sia stata la risoluzione delle Nazioni Unite del 25 novembre del 2005 a fissare per il 27 gennaio, data della liberazione del campo di concentramento di Auschiwitz, la giornata internazionale delle vittime dell’Olocausto. Il periodo che va dal 30 gennaio 1933, quando Adolf Hitler è stato nominato Cancelliere, all’8 maggio del 1945, ha proseguito, “è stato tristemente contrassegnato da milioni di vittime in nome della follia razziale: non solo ebrei, ma anche zingari, serbi, polacchi, oppositori del nazismo. Oggi, al di là delle ricostruzioni storiche, è quanto mai necessario porsi degli interrogativi”.
Secondo il Segretario di Stato “non sempre negli ultimi 50 anni c’è stata piena coscienza di quanto è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale. L’umanità ha scelto la strada di un lungo silenzio per cercare di rimuovere un’esperienza troppo forte e violenta”. Invece, negli ultimi 10 anni, c’è stata una “forma di liberazione collettiva: molto materiale sull’Olocausto è stato sottratto all’oblio e riportato alla luce: tanti uomini hanno raccontato l’esperienza che in prima persona avevano vissuto”. Autori come Primo Levi, pellicole come Kapò, ha ricordato il Segretario di Stato Morri, hanno fornito “la traccia per ripartire: la letteratura, la scrittura, l’arte e il cinema restano oltre l’oblio che l’uomo cerca di imporre”.
Il “compito morale” del ricordo è dunque fondamentale per conoscere il male, anche nella sua più estrema efferatezza, e creare un futuro diverso. “Considerare lo straniero come un nemico, come scrive Levi, – ha concluso il Segretario di Stato – è la premessa di una catena che porta ai lager. Noi dobbiamo operare affinché i giovani costruiscano un futuro visibile e da condividere”.

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