Nemmeno la Svizzera si sente sicura per la black list. San Marino?

Nemmeno la Svizzera, nonostante le concessioni fatte nero su bianco in materia di collaborazione anche nel settore dell’evasione fiscale, si sente ancora sicura di essere veramente fuori dalla black list preparata dall’Ocse per il G20 di Londra.
Scrive un giornale svizzero (lanotizia.ch): ‘pur se notevolmente ridimensionati dalla decisione svizzera di allentare il segreto bancario, intanto, restano i timori di inserimento nella ‘lista nera’ dei paradisi fiscali in occasione del G20 del prossimo 2 aprile a Londra, a cui la Svizzera non è stata invitata.
Ecco perché continua l’offensiva diplomatica della ‘Ministra’ federale Micheline Calmy-Rey, la quale come ultima tappa, Berlino. A Berlino il ministro delle finanze Peer Steinbrück si è vantato di aver fatto tanta paura agli svizzeri, considerati come ‘gli indiani del West, con la diffusione ‘della black list’ provvisoria, da aver risparmiato di mandare la cavalleria. E vista la ritirata degli svizzeri il il 13 marzo , non ha mancato di schernirli come, appunto, ‘indiani in fuga dalla cavalleria’.
Forse non sarebbe stato male, in questa situazione, che San Marino presentasse direttamente all’Ocse un
pacchetto di decisioni già prese e le illustrasse direttamente presso i Paesi che più contano in questa materia al G20 di Londra,
cioè Francia e Germania.

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