‘Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’. Upr

Nella giornata di ieri – in occasione della celebrazione del
Referendum Abrogativo della legge 5 maggio 2010 n° 82 (Inalienabilità dei
terreni dello Stato) – la cittadinanza sammarinese ha dimostrato maturità ed
attaccamento alle istituzioni esercitando pienamente il proprio diritto –
dovere di voto.

L’Unione Per la Repubblica (UPR) desidera vivamente
ringraziare i 13.329 cittadini (pari al 40,43% del corpo elettorale) che si
sono recati alle urne.

La partecipazione massiccia ha permesso di abrogare – con
l’ampio superamento del quorum previsto – una legge assolutamente inutile e
palesemente condizionata dai soliti interessi di tipo speculativo.

Con il voto di ieri, i cittadini, hanno sonoramente bocciato
l’idea del Governo che la gestione delle proprietà dello Stato diventasse solo
di pertinenza della maggioranza con l’esclusione dell’opposizione dalla
possibilità di poter esercitare il proprio diritto in merito alla decisione di
vendere – o meno – alcuni pezzi di territorio che è un patrimonio di tutti.

Questa maggioranza ha scelto di tirare dritto su un
argomento sentito come il
territorio e ieri l’ha pagata duramente perdendo una partita
eminentemente politica.

9 sammarinesi su 10 hanno votato SI e il 92,37% ottenuto
dimostra la forza di un risultato rilevante che entra nella storia politica
sammarinese.

Lo “schiaffone” dato dai cittadini al Governo ed alla
maggioranza è forte.

Di fronte all’evidenza dei dati e al particolare momento
sociale ed economico che vive il nostro Stato, una reale assunzione di
responsabilità da parte del Governo sarebbe quest’oggi doverosa anche per
dimostrare un minimo senso di dignità.

Ma non siamo degli illusi, non accadrà tutto questo ed anzi
conoscendo “un certo sentire” della maggioranza – superato lo sconforto
di una debacle clamorosa – qualcuno continuerà indifferente nella sua marcia
trionfale.

L’Unione Per la Repubblica desidera, infine, ringraziare il
Comitato Promotore per l’impegno profuso all’interno di una campagna
referendaria difficile e segnata – dalla volontà del Governo – di azzopparla
irrimediabilmente.

Unione Per la Repubblica (UPR)                 

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