San Marino. Molestie sessuali sul posto di lavoro: ecco come difendersi

SAN MARINO. Non c’è niente di normale nel ricevere molestie sessuali, in qualunque forma – complimenti esagerati, battutine scherzose a sfondo sessuale, toccate ‘affettuose’ – in particolare sul posto di lavoro. Per questo la Commissione per le Pari Opportunità ricorda tutte le ‘armi’ che le donne possono mettere in campo per difendersi e far valere i propri diritti.

I mezzi per difendersi ci sono, ricorda la Commissione:

1. Riconoscere la molestia sessuale e non aver paura di difendere i tuoi diritti: a San Marino le Leggi n. 97 del 20 giugno 2008 e n. 57 del 6 maggio 2016 si propongono di prevenire e contrastare ogni atto di violenza alle persone fondato sull’appartenenza sessuale e garantiscono assistenza, non solo legale, recupero e riservatezza alle vittime; insomma le leggi ci sono e le tutele pure.
2. Manifestare in modo chiaro di non gradire l’attenzione. Se hai paura di parlare direttamente con il molestatore, o se le tue lamentele non hanno avuto effetto, puoi scrivere un’e-mail elencando ciò che ti disturba e chiedendo che interrompa i comportamenti non graditi. Devi conservare una copia di quanto hai scritto: se hai usato l’e-mail di lavoro, stampa l’e-mail e invia una copia al tuo indirizzo privato.
3. Se non smette, parla e chiedi aiuto: non è utile affrontare la situazione in solitudine. Non devi nascondere né minimizzare i fatti. Soprattutto non devi pensare di essere responsabile di quanto accade: non è colpa tua se il molestatore ti tormenta o ti ricatta.
4. Rivolgiti al Centro Ascolto Donne Vittime di Violenza al n. 0549/885217 oppure alle Forze dell’Ordine o ad un consigliere di fiducia (avvocato, psicologo personale ecc.).
5. Raccogli le prove: e-mail, lettere, testimonianze. Parla con i colleghi di cui ti fidi. Potresti scoprire di non essere l’unica e potreste concordare un’azione comune. Inoltre, colleghi e colleghe possono aiutare a prevenire le molestie, per esempio evitando che tu resti sola con il molestatore. Oppure contatta ex colleghi che probabilmente hanno subito lo stesso trattamento in passato e potrebbero testimoniare senza paura di ritorsioni.

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