San Marino. ‘Guardare al futuro’. Un contributo al dibattito dell’avv. Aldo Busignani

SAN MARINO Come tentare di uscire dalla difficilissima situazione economica senza pregiudicare la sovranità, contributo dell’avv. Aldo Busignani.

Guardare al futuro
E’ da mesi che nel paese si discute degli errori presenti e passati, delle presunte responsabilità di questa o quella forza politica per la situazione in cui siamo finiti.
Il dibattito politico mi pare rivolto troppo al passato o ad elementi attuali ma sterili o futili, mentre ci attendono scelte fondamentali che ci condizioneranno per almeno venti anni e di queste quasi mai sento parlare.
Mi riferisco in particolare a come si possa riformare profondamente il paese sviluppando la cultura dell’efficienza e della meritocrazia e a come guadagnare il tempo necessario a compiere tale lungo percorso cioè a come ricevere i finanziamenti necessari per continuare a fare funzionare la macchina pubblica fino a quando il paese potrà finalmente diventare competitivo nelle economie globalizzate.
E’ evidente da un lato che nessuna forza politica abbia la forza necessaria per rifondare il paese dalle basi se non perdendo il proprio consenso elettorale ed è altrettanto evidente che l’indebitamento è pericoloso in quanto comporta una perdita di sovranità, temporanea o definitiva a seconda dei casi, verso coloro con cui ci si indebita.
Questi sono i due unici argomenti in cui i sammarinesi dovrebbero serenamente confrontarsi per compiere delle scelte ponderate in tempo utile.
Nel merito la mia opinione è che i due argomenti siano strettamente correlati e risolvibili con una unica scelta, molto dolorosa ma risolutiva.
Ci serve in sostanza un finanziatore serio ed affidabile che ci chieda come contropartita un tasso di interesse equo e riforme serie, nulla di più.
L’organismo mondiale più adatto in tal senso è il Fondo Monetario Internazionale.
La politica dovrebbe approvare riforme dolorose ma avrebbe l’alibi che sono state scritte altrove e non ci troveremo a dare in cambio niente di altro se non interessi e riforme, non altro di più subdolo, pericoloso ed improduttivo.
Si pensi infatti a cosa dovremo dare ad un privato o anche ad un singolo Stato che ci dovesse finanziare, ai condizionamenti a cui saremmo a tal punto sottoposti per un trattamento benevolo, alle eventuali contropartite politiche; anche ricorrendo più in generale al mercato, frazionando i finanziatori, non saremmo necessariamente stimolati a compiere un percorso di riforme e ci troveremmo in futuro a dovere ripagare un debito con una economia non competitiva.
Al termine del percorso di riforme, sostanzialmente imposteci dal FMI, ci troveremmo con un alto debito ma con un paese più efficiente ed in grado di onorare i propri impegni.
La nostra sovranità sarebbe sospesa solo per un periodo ed in favore di un Ente affidabile.
Molti eccepiranno che non possiamo fare la fine della Grecia, tuttavia mi pare evidente che sia meglio finire come la Grecia (che si sta riprendendo poco a poco), rispetto a colui che va a prendere i soldi da chi li presta con l’unico intento di privare il debitore della proprietà della sua bella ed amata casa e che comporterebbe una perdita definitiva della sovranità dei sammarinesi.

Avv. Aldo Busignani

 

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