Rimini. Tragedia sulle Alpi svizzere

RIMINI. Andrea Oliva, Il Resto del Carlino: «Ho vistomorire imiei amicicon la faccia nella neve»/L’architetto riminese Tommaso Piccioli è sopravvisuto alla notte di gelo

«MI sono salvato pensando a mia moglie». L’architetto Tommaso Piccioli è tra i superstiti del dramma che si è consumato sulle Alpi Svizzere, nella haute route Chamonix-Zermatt. Ha superato la notte all’addiaccio ad oltre 3mila metri, mentre i sui amici si spegnevano lentamente. (…)

Erano a digiuno dal mattino, stremati dopo aver scalato la montagna colmando un dislivello molto maggiore del previsto, senza avere il tempo di alimentarsi «di togliersi lo zaino per una barretta, per bere, perché non ci siamo fermati ed era tutto congelato». Erano percossi da una tormenta con raffiche che arrivavano anche a un centinaio di chilometri all’ora e spazzavano la montagna buttandoli a terra. Si sono ritrovati al buio della notte, senza riparo. (…)

Piccioli invece ha superato la notte. Si era imposto di «stare 10 ore in movimento, dovevo fare certi movimenti. Mi sono appoggiato a una roccia e non mi sono mai fermato, per alimentare il cuore». Tommaso Piccioli ha visto l’alba, molti sei suoi compagni di avventura, no. Il suo racconto è lucido. Sentito subito dopo essere stato recuperato aveva ribadito: «Devi solo pensare di non morire». (…)

Ieri ha riposato. «E’ stanco – ci spiega il padre Stefano, anch’egli architetto -. Sta bene, ma ha dormito a lungo. E’ stato dimesso dall’ospedale dopo un ceck up completo che non ha evidenziato problemi». Poi l’attesa visto che in serata era previsto l’arrivo della moglie dall’Australia. (…)

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