Rimini. Confessa l’omicidio a un altro detenuto

Alessandra Nanni Il Resto del Carlino: Il detenuto accusa il killer «Mi ha confessato l’omicidio»Confronto in aula con l’albanese accusato della morte di Niang

RIMINI «Gli ho sparato ma non volevo ucciderlo. Ma tanto è morto solo un negro…». Questa la frase che l’albanese avrebbe pronunciato nel confessare l’omicidio di Makha Niang a un altro detenuto, quando era rinchiuso nel carcere dei Casetti. E quel detenuto, un magrebino, è stato messo ieri faccia a faccia con i due giovani accusati del delitto dell’operaio senegalese, ammazzato in via Coletti la notte tra il 17 e il 18 aprile scorso. Un confronto al calor bianco, quello che si è consumato ieri mattina in incidente probatorio davanti al giudice, Vinicio Cantarini. Quando l’accusatore si è trovato di fronte Genard Dulaj e Atmir Mehmetllanaj, non ha fatto una piega e ha ripetuto quello che aveva raccontato al pubblico ministero, Paolo Gengarelli, e agli investigatori della Squadra Mobile. E cioè che quando erano tutti rinchiusi nel carcere riminese, Dulaj l’aveva avvicinato disperato. «Non ce la faccio più» aveva esordito con le mani nei capelli, sostenendo di aver bisogno di sfogarsi con qualcuno. Quindi gli aveva confessato l’omicidio. «Gli ho sparato, ma non volevo ucciderlo», si era limitato a dire, commentando poi che in fondo «è morto soltanto un negro». (…)

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