Rimini. L’allarme degli ingegneri: «A rischio sette edifici su dieci»

Manuel Spadazzi. Il Resto del Carlino: L’allarme degli ingegneri: «A rischio sette edifici su dieci»Il presidente dell’Ordine: «Costruiti senza norme antisismiche».

RIMINI. TANTA PAURA, ma per fortuna nessun danno. Le ultime verifiche, conclusesi ieri mattina, hanno escluso qualsiasi conseguenza provocata dalla forte scossa di terremoto di domenica, di magnitudo 4,2, con epicentro a Santarcangelo. Verifiche che erano già iniziate fin da domenica pomeriggio sia a Santarcangelo che a Rimini, e proseguite in tutti i comuni della provincia. A Rimini ieri mattina sono terminati i controlli nelle scuole, a Santarcangelo quelli nei cimiteri e nelle grotte tufacee. Anche a San Leo, dove si è proceduto a fare i controlli sulle rupe, non si sono verificate per fortuna conseguenze. La situazione resta sotto controllo, anche se ieri mattina poco dopo le 4 si è verificata un’altra scossa nella zona nord di Rimini, tra Viserba e Orsoleto, di magnitudo 1,7. Una scossa, quest’ultima, che pochi hanno avvertito, a differenza di quella di domenica. A conferma di quanto il Riminese sia a rischio sismico. «Purtroppo – osserva il presidente dell’ordine degli ingegneri, Andrea Barocci – un buon 70% del patrimonio edilizio esistente del nostro territorio è stato realizzato senza seguire le norme antisismiche. Questo perché, come è noto, Rimini è tornata a essere considerata zona sismica solo dal 1983». Che rischi corriamo? «Il fatto che tanti edifici non siano costruiti secondo le norme antisismiche non significa, naturalmente, che siano tutti a rischio di crollo o danni in caso di sisma. Però è un dato di cui va tenuto conto, specie in zona mare dove c’è la maggior concentrazione di edifici realizzati prima del 1983». (…)

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