San Marino. Una conferenza sulla letteratura cinese

Un’opportunità per scoprire le autrici cinesi più sensibili ed efficaci nel raccontare la vita nelle grandi città del Paese asiatico.

Descrive così l’Università degli studi della Repubblica di San Marino la conferenza “Donne nelle metropoli: percorsi urbani al femminile nella narrativa cinese contemporanea”, in programma questo giovedì nella sede universitaria dell’ex Tribunale.

Al via alle ore 18, spiega l’Ateneo sammarinese, “l’iniziativa ospiterà l’intervento di Giulia Rampolla, docente di Lingua Cinese all’Università degli studi di Napoli L’Orientale, nonché di Cultura Cinese e Letteratura Cinese all’Università degli studi internazionali di Roma”.

“Il tema centrale di questa conferenza – afferma nella stessa nota l’accademica – riguarda la rappresentazione della città e della metropoli cinese nell’ambito della narrativa cinese contemporanea scritta dalle donne, a partire dalla fine degli anni Novanta del XX secolo e fino a oggi. Particolare attenzione verrà posta nel mostrare le numerose prospettive che caratterizzano la narrazione del contesto urbano, espressione della complessità del tessuto sociale”.

Sempre la Rampolla anticipa altri dettagli della conferenza a ingresso libero, organizzata dall’Istituto Confucio San Marino insieme al dipartimento di Storia dell’Università degli studi della Repubblica di San Marino: “Verrà offerta una panoramica delle varie scrittrici che dedicano una parte consistente della propria opera alla metropoli, descrivendo il modo in cui essa emerge nell’opera e, in particolare, la realtà psicologica dei personaggi, che spesso ha un ruolo chiave. Se Wang Anyi, interprete per eccellenza della città di Shanghai e della sua storia, tende a porre l’accento sull’aspetto della memoria e della nostalgia del passato adottando spesso una prospettiva femminile, un’altra scrittrice la cui opera è espressione della cultura urbana di Shanghai, Pan Xiangli, si concentra invece sulla descrizione della vita delle donne della classe media di questa città, spesso colletti bianchi, svelandone l’aspetto psicologico”. 

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