San Marino. Civico 10 insiste con e-learning e smart-working

“Proprio nella giornata di ieri abbiamo fatto alcune proposte, anticipate già in una lettera inviata dal gruppo consigliare di Libera a tutta la politica, per supportare le attività economiche in questo momento di particolare difficoltà”.

Lo dichiara Civico 10, spiegando in una nota che una delle proposte, che può essere “davvero utile per affrontare al meglio l’emergenza coronavirus” nella Repubblica di San Marino, è quella legata all’uso della tecnologia.

E-LEARNING – “In questo senso un plauso va al Centro di formazione professionale dove un gruppo di 16 allievi ha seguito online una lezione. Un’interessante esperimento quindi di e-learning, modalità didattica a distanza, che caldeggiamo anche noi e che siamo sicuri verrà sfruttato al massimo da insegnanti e studenti in questi giorni in attesa del rientro nei plessi scolastici”, sottolinea il movimento di opposizione.

SMART-WORKING – “Oltre all’e-learning – afferma C10 sempre nello stesso comunicato – abbiamo proposto nel pacchetto di interventi di cui parlavamo sopra per il supporto alle attività economiche, la valorizzazione dello smart-working. Già previsto da un accordo siglato dalla Centrale sindacale unitaria e Organizzazione sammarinese degli imprenditori nel 2017, tale forma contrattuale sta dando riscontri positivi per l’azienda sammarinese che lo utilizza. L’accordo prevede che il lavoratore possa richiedere volontariamente di poter usufruire dello smart-working e che l’azienda abbia facoltà di autorizzarlo. Lo smart-working è un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda. Propone autonomia nelle modalità di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati e presuppone il ripensamento ‘intelligente’ delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative anche all’interno degli spazi aziendali, rimuovendo vincoli e modelli legati a concetti di postazione fissa, open space e ufficio singolo che mal si sposano con i principi di personalizzazione, flessibilità e virtualità. A nostro avviso, il luogo dove si svolge un lavoro è meno importante del valore del risultato. Ci sono settori, come i servizi, in cui il lavoratore può conciliare gli obiettivi aziendali con le esigenze familiari. Questo modello può e deve rappresentare un esempio per il futuro della nostra economia, non più legato per forza alla presenza fisica in azienda”.

LA PROPOSTA DI C10 – “Specialmente in un momento particolare come questo, dove il continuo propagarsi del coronavirus sta producendo effetti negativi soprattutto in ambito lavorativo, con l’impossibilità per molti lavoratori di poter recarsi a lavoro, è necessario riflettere anche su queste modalità di rapporto subordinato. Per questo abbiamo fin da subito proposto di incentivare a livello fiscale, contributivo e di semplificazione amministrativa (in Italia, in particolare in Emilia Romagna, sono stati adottati provvedimenti urgenti per snellire l’avvio degli smart-working) tale modalità di lavoro che può essere un toccasana in questo frangente per tante attività economiche. Questa è una delle idee che continueremo a proporre a governo e maggioranza. Siamo convinti che l’approccio giusto per affrontare l’emergenza coronavirus sia non essere approssimativi, comunicare e fare squadra. Noi continueremo a dare il nostro contributo”, chiosa Civico 10.

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