La sentenza di Giovagnoli: “San Marino dovrà entrare nell’Unione europea”

“Oggi l’Italia è uno Stato membro dell’Unione europea e domani San Marino dovrà esserlo”.

Lo sostiene Gerardo Giovagnoli, segretario del Partito dei socialisti e dei democratici, spiegando in un comunicato che “non c’è modo di separare il destino dei rapporti bilaterali da quello comune europeo” per difendere la sovranità della Repubblica di San Marino.

Riguardo la Commissione Esteri congiunta Italia-San Marino tenutasi ieri, arriva una frecciata di Giovagnoli nei confronti del precedente governo: “Nella passata legislatura la Commissione Esteri congiunta non si era mai riunita; ieri l’ha fatto per la prima volta dopo un decennio”.

Secondo il segretario del partito di maggioranza, “è ora necessario consolidare un’assiduità di rapporti che sostenga progressi di mutuo vantaggio nella politica estera, presente e futura

Il tema politico del nostro secolo “è un nuovo accordo italo-sammarinese per il futuro, non per il passato; dovrà essere un accordo che rafforzi le relazioni bilaterali ma sia utile anche nel contesto europeo che è il contesto d’oggi”.

Il tema dell’Unione Europea, a detta di Giovagnoli, “è il tema centrale anche nelle relazioni bilaterali, a qualsiasi livello: ciò è naturale perché l’Italia è un grande protagonista dell’Europa e San Marino deve concludere al più presto un accordo di associazione, fin troppo protratto”. I tanti dossier che la Repubblica deve concordare con l’Italia (sistema finanziario, Memorandum con Banca d’Italia, aggiornamenti delle relazioni commerciali, Accordo sulle telecomunicazioni e sul comparto energetico, questioni dei lavoratori, ricerca e sviluppo) “riguardano tutti, direttamente o indirettamente, anche i rapporti con Bruxelles”.

E ancora: “Oggi si deve affrontare un profondo cambio di sistema, di grandi riforme che difendano il benessere diffuso e la sicurezza sociale. Purtroppo il fatto che l’Italia faccia parte dell’Unione europea e San Marino non ne faccia parte, non facilita un nuovo accordo: viaggiamo sulla stessa linea, ma i binari del vagone italiano viaggiano in Europa e quelli sammarinesi no. Non sono più binari strutturalmente convergenti. Se oggi San Marino fosse nell’Ue avrebbe molto più da offrire e molto più da ricevere anche nel fraterno scambio con l’Italia”.

Per questo motivo, chiosa Giovagnoli, il Partito dei socialisti e democratici “guarda al presente con la convinzione che una appartenenza futura anche del nostro Paese all’Unione europea è la miglior destinazione, sia per noi sia per un nuovo rapporto con la Repubblica italiana”.

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