Osla: stop alla Pa

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori segue con interesse gli incontri e il confronto sulla RIFORMA PA, ma si riserva di esprimere un parere solo dopo aver analizzato e valutato il progetto di riforma per migliorare e razionalizzare la PA, i servizi sociali, la cultura, la scuola e la formazione professionale con un nuovo modello di reale ammodernamento. Di fondamentale importanza nelle riorganizzazioni della Pubblica amministrazione è l’aspetto comunicativo e di coinvolgimento nazionale, necessario per imprimere l’efficacia di una riforma di così ampia e strutturale portata. La RIFORMA PA non può essere un settore riservato alla politica, ma di interesse nazionale ed in particolare delle imprese. Lo sviluppo del Paese e le prospettive occupazionali non possono prescindere da una qualificata programmazione del personale e delle funzioni necessarie alla PA da riservare ai cittadini residenti con una forte azione di recupero della Sovranità. Quando si parla di nuovi modelli organizzativi, questi non possono restare miope pratica ragionieristica, ma devono essere innalzati di livello e di coinvolgimento se si vuole che vengano accettati con motivazione e senso di opportunità a garanzia del futuro del paese e di una classe dirigente nazionale.
Solo allora, l’attuazione organizzativa di quanto indirizzato dalla Politica e dalle Istituzioni sarà efficace.
Per questi motivi, OSLA chiede 3 mesi di pausa, nei quali dovranno intensificarsi gli incontri con gli imprenditori al fine di verificare come informatizzare efficacemente la PA, le possibili e necessarie unificazioni di competenze troppo frammentate e che generano la deresponsabilizzazione su settori strategici, individuando operativamente le privatizzazioni possibili, concepite per garantire i posti di lavoro, alleggerendo il bilancio dello Stato e garantendo gestioni non assistenzialiste, ma più motivanti e in grado di garantire un servizio aggiornato.
Chiediamo la sospensione della riforma così com’è stata concepita per riaprire il confronto su di un modello molto più snello che comporti:
– privatizzazione delle attività non strategiche e delle Aziende “autonome” di Stato: AASS, AASP, AASFN, Centrale del Latte, cinema, teatri, affissioni, parcheggi, CONS, UGRAA, centro di stampa, distribuzione della posta, farmacie;
– modello di PA organizzato attorno a 10 dipartimenti: non più di 30 capiufficio e con un rapporto fra dirigenti e dipendenti che sia al massimo 8/100;
– perseguire l’obiettivo della razionalizzazione, della sburocratizzazione; della semplificazione; dell’efficienza; della responsabilizzazione; dell’automazione con un fortissimo impulso all’informatizzazione e all’uso della rete Internet nell’erogazione dei servizi;
– riforma separata per la scuola che dovrà estendere l’obbligo a 18 anni, prevedere un corso unico di scuola media superiore; l’inglese come lingua di base al pari dell’italiano; l’informatica ed il supporto di strumenti tecnologicamente avanzati propedeutici alla nuova PA ed alla formazione dei cittadini. Implementazione della formazione professionale a livello universitario;
– classificazione dei sistemi informatici quali beni strumentali per tutti i cittadini con l’applicazione di monofase all’1% oppure rimborso della differenza per evitare speculazioni;
– formazione permanente di tutti i dipendenti della PA;
– programmazione e formazione dei dipendenti che si renderanno necessari nei prossimi 5-10 anni anche a scopo di orientamento scolastico e per evitare l’arrivo di esterni soprattutto nei ruoli di responsabilità.
– contratto di lavoro di tipo privatistico per tutti;
– definizione delle necessità numeriche e suddivise per mansioni per i prossimi 10 anni;
– riforma della scuola e potenziamento della cultura;
– formazione professionale spinta e permanente;
– informatizzazione globale;
– ricerca scientifica in rete;
– apertura ai sammarinesi residenti all’estero in possesso di titoli ed esperienza adeguati;
– giuramento di fedeltà allo Stato da parte di tutti i dipendenti con aggravio delle pene per reati connessi all’attività di pubblico dipendente;
– documento unico (carta d’identità, patente, sanità, borsellino, diritto di voto, ecc);
– no ai precari nella PA;
– no a frontalieri nella PA;
– premi di produzione con particolare riferimento alla semplificazione organizzativa;
– riforma dello sport; intesa sia come diritto che come formazione dei cittadini e difesa della salute.

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