Patto per San Marino si spacca sul decreto Mussoni. NQRimini San Marino

NQRimini San Marino: Numerose le voci critiche in Congresso di Stato che vara un provvedimento già da cambiare / Il Patto si spacca sul decreto Mussoni

Patto spaccato sul decreto lavoro, si incrina l’asse Alleanza popolare-Democrazia cristiana. Al centro del contendere, il provvedimento presentato dal segretario Francesco
Mussoni
  ai colleghi di governo, ma non al resto del Patto per San Marino, che ha iniziato a far sentire il malumore.

Da Ap le critiche più agguerrite non solo per la mancanza di condivisione del documento, ma soprattutto per l’ampia flessibilità che il provvedimento lascerebbe alle imprese per l’assunzione dei frontalieri, in un momento in cui andrebbero maggiormente tutelati i lavoratori sammarinesi. Pare che sia stata proprio il segretario per gli Interni, Valeria
Ciavatta
, ad opporsi tenacemente al decreto nel corso di un congresso di Stato in cui comunque anche gli altri segretari hanno avanzato numerose critiche alle norme presentate da Mussoni.

E si sono lasciati con la promessa che il segretario per il Lavoro avrebbe recepito alcune modifiche prima dell’entrata in vigore del decreto, che ha invece già incassato il plauso di Anis, Osla, Usot e Unas. Per quanto riguarda i sindacati, un no secco dalla csdl, mentre è più morbida la posizione della Cdls, che si è detta disponibile al confronto.

Intanto Mussoni va comunque avanti, e ha convocato per questa mattina un incontro con la stampa per presentare nel dettaglio le norme, che si sviluppano su quattro aree: flessibilità, incentivi per i giovani e gli ultra 50enni, mobilità e cassa integrazione, contrasto al lavoro nero. Uno strumento che dà “meno vincoli alle imprese che vogliono assumere” spiega Mussoni, ma che comunque “offre maggiori possibilità a tutti, anche ai lavoratori”.

Il segretario lo definisce un provvedimento “equilibrato, perché introduce maggiore flessibilità ma anche più contrasto al lavoro nero”. Tra le norme infatti quella che toglie appalti pubblici e agevolazioni fiscali alle imprese beccate con lavoratori non in regola. “Ora c’è più bisogno di agire che di concertare”, spiega Mussoni per giustificare la scelta del decreto d’urgenza, ma rassicura: “da settembre si aprirà la concertazione per la riforma del lavoro”

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