Punto shop, Giorgio Costa, IlSole24Ore

Sole 24 Ore di mercoledì 20 maggio 2009,
Vendite a distanza, offensiva GdF sulla controllata di S.Marino
di Costa Giorgio
________________________________________
Esterovestizione.
Omessi ricavi per oltre 200 milioni
Vendite a distanza, offensiva GdF sulla controllata di S. Marino
Giorgio Costa
RIMINI
Comprare merce a caro prezzo a San Marino da una società controllata per poi piazzarla sul territorio italiano utilizzando lo strumento della vendita a distanza. Così da abbattere i ricavi per la società italiana limitando al massimo la base imponibile (e quindi la tassazione) e, parallelamente, esportare lecitamente capitali mascherandoli da transazioni commerciali.
Così, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Rimini che ha condotto l’operazione, la società italiana (Puntoshop retail con sede a Coriano di Rimini) e quella sammarinese (Puntoshop srl con sede a Serravalle di San Marino) hanno omesso ricavi per oltre 200 milioni ai fini delle imposte dirette e dell’Irap oltre a un’altra ventina di milioni ai fini Iva. E il fascicolo è già in mano anche alla Procura della Repubblica di Rimini per il lato penale delle violazioni tributarie.
In particolare, si è rilevato come la società italina anziché acquistare direttamente la merce sul mercato internazionale a prezzi nettamente più favorevoli, la comprava, adottando un comportamento antieconomico, a prezzi notevolmente più elevati dalla correlata sammarinese; questo, secondo la Gdf allo scopo di delocalizzare la fiscalità ‘positiva’ sul territorio a regime fiscale privilegiato lasciando la fiscalità ‘negativa’ in Italia attuando il cosiddetto ‘arbitraggio fiscale infra-gruppo’. In sostanza, la società italiana invece che comprare dal fornitore asiatico la merce a 10 la acquistava (poniamo) a 100 dalla consorella sammarinese.
Adottando tale modalità i maggiori costi inseriti in contabilità consentivano due benefici: abbattere in capo alla società italiana ricavi limitando al minimo la base imponibile su cui pagare le tasse in Italia e, secondo, esportare all’estero capitali, mascherandoli da transazioni commerciali. Il tutto è riconducibile a Roberto ed Emanuel Scipioni residenti a Rimini.
Per quel che riguarda poi la società sammarinese – posseduta al 40% da Roberto Scipioni e per il 60% da una società lussemburghese controllata a sua volta da una spa con sede a Roma posseduta dagli stessi Scipioni – se ne contesta l’esterovestizione in quanto l’attività commerciale svolta dalla società sammarinese, nel periodo preso in esame, veniva espletata attraverso l’attività pubblicitaria dei propri prodotti diffusa esclusivamente sul territorio dello Stato italiano attraverso il sistema di televendita americano del «Visto in Tv». Peraltro le fatture esaminate individuano solo clienti in territorio italiano e anche l’amministratore unico di tale società, Luigi Carattoni, si confìgurerebbe come mero prestanome con il solo incarico di firmare gli atti della società già predisposti dagli Scipioni mentre i veri gestori ed amministratori della società sono gli stessi Scipioni Roberto e Emanuel.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy