Raccolta differenziata a San Marino, confronti con i cittadini per decidere la migliore strategia

“La Repubblica di San Marino, in data 10 ottobre 2018, ha siglato con la Regione Emilia Romagna l’Accordo per la gestione dei rifiuti urbani e speciali prodotti in territorio che prevede, da una parte, l’attivazione di centri di raccolta e trattamento rifiuti situati in territorio sammarinese, nell’ottica di una indipendenza sempre maggiore e di un minor ricorso nel tempo agli impianti siti nella Regione Emilia Romagna e, dall’altra parte, il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata”.

Lo dice la segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente, spiegando in un comunicato di essersi “attivata sin dal principio nel chiedere relazioni all’Aass circa l’andamento della gestione dei rifiuti e ha sempre riferito sull’attuale stato dei fatti con confronti sulla migliore strategia da adottare nell’ambito della Commissione consiliare permanente Ambiente e Sanità, arrivando ad approvare 3 ordini del giorno“.

In attuazione a questi ordini del giorno, “il Congresso di Stato, nella seduta del 31 agosto scorso, ha adottato la delibera n. 24 con cui approva i progetti degli impianti per il corretto trattamento dei rifiuti organici per la produzione di compost al Centro di Raccolta di San Giovanni, in attuazione all’Accordo sottoscritto con la Regione Emilia Romagna e in linea con le direttive europee che impongono che i rifiuti debbano essere gestiti nei luoghi più prossimi a quello di produzione, al fine di ridurre il più possibile gli impatti ambientali“.

E ancora: “Si è deciso di procedere in via prioritaria con gli impianti di trattamento, la cui partenza dei lavori è imminente, in quanto la Regione ER sta definendo il proprio Piano di gestione dei rifiuti, nel cui ambito la Repubblica di San Marino è chiamata a partecipare in quanto soggetto parte del Piano. È essenziale sedersi al tavolo di confronto portando progetti che vanno nella direzione di soddisfare gli obiettivi del Piano di gestione dei rifiuti e delle Azioni strategiche della Regione Emilia Romagna sull’economia circolare che prevedono di garantire un assetto impiantistico integrato e completo per far fronte alla chiusura del ciclo e delle filiere dei rifiuti ed indicare azioni mirate al soddisfacimento del fabbisogno impiantistico nel rispetto del principio di prossimità e di equa ripartizione dei carichi ambientali”.

In riferimento alla raccolta differenziata, il Congresso di Stato, “con la delibera sopracitata, prende atto dei contenuti delle relazioni redatte dall’Aass e dei progetti definitivi redatti per la raccolta dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani prodotti dalle utenze della Repubblica di San Marino e dà mandato ai segretari di Stato per il Territorio, con delega Aass e per gli Affari Interni, di avviare serate pubbliche presso le giunte di Castello con la Cittadinanza e promuovere incontri con le associazioni ambientalistiche e i partiti politici per condividere i dati e le ipotesi strategiche per il futuro sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani da adottare sul territorio della Repubblica di San Marino“.

Il Congresso “ha dato mandato altresì, all’Azienda autonoma di Stato per i Servizi Pubblici, di collocare le isole ecologiche, a supporto della raccolta porta a porta, al servizio dei centri storici di San Marino Città e Borgo Maggiore in attuazione alle Istanze di Arengo n. 15 e 23 del 6 ottobre 2019, approvate dal Consiglio nella seduta del 27 febbraio 2020 con delibera n. 56 e n. 57″.

Nella realtà dei fatti, l’attuale governo “sta affrontando concretamente il problema della gestione dei rifiuti, partendo a monte dal giusto ordine di priorità, ovvero dal predisporre gli adeguati impianti per il trattamento dei rifiuti raccolti in maniera differenziata, indipendentemente dal sistema di raccolta attuato, proprio come richiesto dall’Accordo con la Regione Emilia-Romagna”.

Questi interventi “sono strategici non solo per il rispetto degli Accordi con l’Italia, ma per consentire alla Repubblica di San Marino di dotarsi di impianti in linea con i principi di prevenzione, precauzione, autosufficienza e dell’economia circolare“.

Inoltre, “la Repubblica di San Marino ha la potenzialità di recuperare internamente al proprio territorio il 50% dei rifiuti prodotti in impianti di recupero di materia, percentuale derivante dalla somma della quantità dei rifiuti organici e potature (6.500 t/anno pari al 35% dei rifiuti urbani prodotti e recuperati nell’impianto di compostaggio) con la quantità dei rifiuti carta e cartone (3.000 t/anno pari al 15% dei rifiuti urbani prodotti e recuperati presso la Cartiera).

Infine, il Congresso di Stato con la delibera sopracitata “ha dato mandato all’Aass di attivarsi per ripristinare il ruolo del gestore pubblico nel servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, al fine di valorizzare al meglio i rifiuti raccolti attraverso una gestione diretta di tale processo annullando pertanto il ricorso di tale servizio alle Aziende private”. 

Stefano Canti (segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente): “L’Ambiente è una delega a cui presto maggiore attenzione e la gestione dei rifiuti è il tema attuale a cui intendo fornire una risposta concreta. La delibera adottata dal Congresso di Stato rappresenta una prima risposta all’autonomia impiantistica per il trattamento dei rifiuti nel rispetto degli Accordi. Entro breve avvieremo dei confronti con la popolazione, con le associazioni ambientaliste e la politica tutta, per definire la miglior strategia sulla raccolta differenziata e fornire una soluzione definitiva al ciclo dei rifiuti

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