Raccolta differenziata ‘porta a porta’. Associazioni ambientaliste Osservatorio rifiuti

Come rappresentanti delle associazioni ambientaliste all’interno dell’Osservatorio sulla gestione integrata dei rifiuti, intendiamo dare il nostro contributo rendendo note alla cittadinanza alcune nostre osservazioni, senza sostituirci ai compiti anche informativi che spetterebbero alle Segreterie di Stato competenti e all’Azienda per i Servizi Pubblici. Per chi volesse approfondire, su www.s8marino.org/2015/03/gestione-dei-rifiuti-riepilogo-della-situazione-2013-2014/ può leggere un sunto delle riunioni dell’Osservatorio fino a Dicembre 2014.

Nei prossimi mesi i castelli di San Marino non ancora serviti dalla raccolta differenziata (RD) porta a porta vedranno implementato questo servizio. AASS, che agli inizi di Luglio 2014 aveva scelto la ditta torinese Esper per la redazione di un piano per l’estensione del porta a porta su tutto il territorio, agli inizi di Gennaio 2015 ha firmato il contratto con tale ditta e per quanto ne sappiamo dovrebbe ricevere il progetto indicativamente entro questo mese.  E’ urgente procedere ad una corretta messa in opera del nuovo metodo di raccolta, perché il 27,33% di RD conseguito nel 2014, con un aumento del solo 4,45% in un anno, è assolutamente insufficiente di fronte alla necessità di raggiungere una percentuale superiore al 50% entro la fine del 2015, secondo gli impegni politici intercorsi anche con la Regione Emilia Romagna che ha finora accolto i nostri rifiuti.

Ad inizio 2014 AASS aveva stabilito un piano che prevedeva l’implementazione del porta a porta su tutto il territorio entro Giugno 2015, in accordo con le intenzioni della politica, riviste in seguito con lo slittamento a fine 2015.

In molte realtà italiane il passaggio dalla raccolta stradale a quella porta a porta, con risultati di differenziazione dal 20% circa a più del 70% è avvenuta in meno di sei mesi.

Come ci sono riusciti? Facendo partire il progetto in modo deciso e su tutto il territorio anziché con aree di sperimentazione a macchia di leopardo; inserendo condizioni di verificabilità e una precisa raccolta e diffusione dei dati, abbinata ad analisi socioeconomiche; promuovendo la tariffa puntuale che premia in bolletta chi è più bravo a differenziare, invece di far pagare in base alla superficie abitativa o al consumo elettrico, come succede ancora da noi; premiando chi effettua il compostaggio domestico anche attraverso la riduzione della tariffa sui rifiuti, anziché promuovere impianti sovradimensionati e costosi. In questo modo, i costi di smaltimento, che prima erano un furto alla cittadinanza perché inglobati nelle relative operazioni, sono stati reinvestiti dando lavoro a molte persone impiegate nel settore del riciclo.

Insomma, la raccolta porta a porta funziona alla grande ed i dati sono confermati anche dai Castelli sammarinesi in cui tale sistema è già attivo, con percentuali di RD superiori al 70%, ma ribadiamo ancora che per avere risultati occorre essere decisi ed operativi su tutto il territorio.

Per evitare di rendere inefficaci le risorse fino ad oggi messe in campo, occorre ora colmare questi ritardi con una rapida ed ottimale applicazione dello studio di Esper.

Inoltre, ricordiamo che i tanto promessi accordi con il consorzio CONAI che consentirebbero una migliore sostenibilità economica della raccolta porta a porta sono ancora assenti e rispetto alla situazione illustrata a Novembre 2014 in Osservatorio, non paiono esserci novità.

Segnaliamo poi che molte iniziative interne, seppur proposte e discusse, non hanno avuto ancora una reale applicazione, una fra tutte la mancata eliminazione dei cassonetti dalle zone industriali (impegno di AASS entro il 30 Giugno 2014), per cui i rifiuti di alcune aziende gravano sul rifiuto solido urbano per almeno il 30% del totale: eppure le attività che ne producono più di 30 kg/giorno devono stipulare apposita convenzione per il loro conferimento. Togliere i cassonetti servirebbe anche ad eliminare i conferimenti illegali da fuori confine, ampiamente segnalati.

Abbiamo presentato e discusso più volte di possibili soluzioni per la riduzione a monte dei rifiuti, quali ad esempio la diminuzione di imballaggi nei punti vendita e nelle mense, ma ancora non si sono tramutate in atti pratici, anche quando queste riprendevano proposte contenute in Istanze d’Arengo approvate e mai rese esecutive.

Ricordiamo sempre la Direttiva 98/2008 CE, che indicava di andare verso una società del riciclo dove la prevenzione e il riuso sono ai primi due posti della gerarchia nella gestione dei rifiuti, e anche l’OdG del Consiglio Grande e Generale del 7 Maggio 2013, che impegnava il governo su vari punti, tra i quali adottare la “Strategia Rifiuti Zero” e arrivare almeno al 60% di RD entro il 2015.

Riteniamo che le campagne informative verso la cittadinanza ed il dialogo con le associazioni di categoria e le Giunte di Castello vadano fortemente potenziate, in quanto finora non sono state sufficienti a coinvolgere, collaborare e comunicare efficacemente il cambio culturale necessario al cittadino e alle attività economiche. Alcune delle proposte avanzate da AASS nell’Aprile 2014, quali campagne comunicative e informative tramite radio e televisione, non sono state messe in campo. Anche le iniziative di potenziamento della RD negli uffici pubblici sono state lasciate per ora all’iniziativa dei singoli, senza un’organizzazione omogenea nelle pratiche.

C’è ancora tanto da fare per essere realmente artefici del cambiamento, con la necessità di maggiore collaborazione e trasparenza da parte di tutti i soggetti coinvolti.

I rappresentanti delle associazioni ambientaliste all’interno dell’Osservatorio sulla gestione integrata dei rifiuti

Alessandro Paoloni

Raniero Forcellini

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