Rete sulla riforma pensionistica

Dall’analisi del bilancio ISS dell’anno 2020 emerge un quadro molto preoccupante sul settore previdenziale. Lo sbilancio negativo fra le prestazioni erogate ed i contributi versati negli anni è cresciuto in maniera rilevante, al ché riteniamo non più rinviabile la riforma pensionistica. Siamo in ritardo di almeno 10 anni e crediamo serva ragionare sull’utilizzo degli accantonamenti del fondo di riserva, che negli anni sono stati messi da parte proprio per periodi emergenziali come quello che stiamo vivendo, per accompagnare in maniera meno invasiva possibile una riforma che potrà dare risultati concreti nel medio lungo periodo.
In 10 anni i costi della previdenza sono aumentati di 39 milioni passando da 218 milioni a 257 milioni, stesso trend per i costi del sistema sanitario e socio sanitario che sono passati dagli 83 milioni del 2010 agli attuali 107 milioni del 2020.
Da rilevare anche un aumento della spesa per il personale tra gli anni 2018 e 2019, a seguito della legge sulla dirigenza medica del 2018, che ha visto una impennata di spesa di 4,3 milioni, passando in solo anno da 49,2 milioni a 53,3 milioni. A nostro avviso questa legge va rivista rispetto al trattamento economico, in quanto riteniamo che i medici vogliano un sistema sanitario fatto di certezze e trasparenza e non di premi e prebende elargiti allegramente.
Dato positivo per il 2020, nonostante la gestione della epidemia e la stabilizzazione del personale attuata, la riduzione di mezzo milione del costo del personale, grazie al lavoro svolto sulle convenzioni,  stipendi e premi.
Altra spesa importante è la libera professione, gli effetti prodotti dalla legge del 2013 evidenziano un raddoppio degli esborsi che non ha coinciso con una duplicazione dei ricavi che sono rimasti uguali. La libera professione dovrebbe essere fonte di introito per lo Stato e su questo bisogna intervenire.
Inoltre va fatto un ragionamento sulla prescrizione di farmaci per DCI ovvero per principio attivo, dando la possibilità al farmacista di poter suddividere il contenuto delle confezioni in base all’unità posologica prescritta per paziente. Ciò consentirebbe un risparmio economico rilevante senza attuare tagli o imporre ticket, in un settore – quello farmaceutico – al secondo posto in termini di costi per l’ISS.
Riteniamo che il lavoro svolto dal nuovo Comitato Esecutivo insediato solo 1 anno fa stia portando risultati positivi tangibili e che la strada intrapresa, in merito alle azioni operative e di controllo di gestione per raggiungere gli obiettivi di governo clinico, sia quella giusta.

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