Rimini. Poste a rilento

Corriere Romagna Rimini: Cgil, Cisl, Uil e Cisal si rivolgono ad amministratori ed eletti riminesi: così non si può andare avanti, in pericolo i posti di lavoro /
Poste, il sindacato lancia l’allarme /
Privatizzazione, lettere a rilento, uffici a rischio: convocati politici e utenti

Cgil, Cisl, Uil e
Cisal chiamano a raccolta
amministratori, eletti
e associazioni dei consumatori.
L’occasione è rappresentata
dall’attivo dei delegati:
venerdì 29 luglio,
ore 20,30, via Caduti di
Marzabotto, 30.
Passo indietro. In aprile
le organizzazioni sindacali
avevano scritto a
istituzioni ed eletti riminesi
per presentare la
«delicata situazione in
cui versa Poste Italiane
».
Nel frattempo sarebbe
andata anche peggio.
«Sono purtroppo state
prese due decisioni importanti
dal governo – recita
una nota – che non
potranno far altro che
peggiorare una situazione
già fortemente degradata
nella nostra regione.
Ci riferiamo alla decisione
del consiglio dei
ministri che ha stabilito
di privatizzare completamente
Poste: il 35% passerà
sotto il controllo di
Cassa depositi e prestiti,
il restante 29,7% sarà
quotato subito dopo l’estate,
mentre il 35,3% è
già in Borsa. Riteniamo
che tale grave decisione,
sia essenzialmente dovuta
allo scopo di fare cassa
per arginare, seppure in
minima parte, la voragine
del debito pubblico».
Mentre lo «Stato, cedendo
le azioni, incorrerà in
una perdita secca e irreparabile
non incassando
più la cedola annuale
versata da Poste».
(…)
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